Sony BMG, in Europa la strada non è ancora spianata

Sony BMG, in Europa la strada non è ancora spianata
Tra poche ore i funzionari europei dell'antitrust dovrebbero esporre pubblicamente le loro principali obiezioni alla fusione tra le due case discografiche: e, secondo quanto anticipa il Financial Times, si tratterebbe di eccezioni non di poco conto. Non solo, scrive l'autorevole quotidiano economico, Mario Monti e il suo staff sono preoccupati per la riduzione del numero delle major da cinque a quattro con i rischi che ne potrebbero conseguire per la concorrenza sui mercati; ma avrebbero anche qualcosa da ridire sulla possibile “integrazione verticale” tra le attività discografiche tradizionali del gruppo e il nuovo servizio di musica on-line lanciato dalla Sony, SonyConnect (vedi News); nonché sulle implicazioni di un intreccio tra gli interessi editoriali del gruppo, che pure sono esclusi dall'accordo di fusione.
Gunter Thielen, gran capo della tedesca Bertelsmann, non sembra tuttavia troppo preoccupato, e qualche giorno fa ha dichiarato alla stampa di attendersi l'approvazione del “merger”, una volta che le due società avranno accettato di apportare alcune modifiche in alcuni dei paesi in cui operano: anche perché l'antitrust europeo ha già espresso parere favorevole sull'obiettivo, perseguito da Sony e BMG, di ridurre i costi di gestione. La procedura tipica della Commissione Europea prevede un esame interno della questione sulla base delle obiezioni formulate da un pool di pubblici ministeri, o “avvocati del diavolo”. Alle loro “accuse” le società interessate, una volta informate, hanno solitamente occasione di replicare nell'arco delle due settimane successive. Come già noto (vedi News), una decisione finale della Commissione è attesa per il 22 luglio prossimo.
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