Francesco Renga presenta 'Camere con vista'

Francesco Renga presenta 'Camere con vista'
Terzo capitolo come solista per l'ex cantante dei Timoria, Francesco Renga. “Come facevano i cantautori degli anni '60 e '70, questo album è stato pensato come un diario. Quest'ultimo anno la mia vita è stata segnata da avvenimenti densi di significato: l'incontro con una nuova compagna e la nascita di una figlia. 'Camere con vista' è il mio approccio alla vita tradotto in musica”. Come è noto, la compagna è Ambra. Quanto è stata musa delle nuove canzoni? “E' sicuramente stata una figura presente e ispiratrice, ma nel disco confluiscono le mie osservazioni del mondo. Dal punto di vista dei concetti – se vuoi – c'è una certa schizofrenia. Per esempio, canzoni come 'Anna' e 'Fino a ieri' sono totalmente antitetiche fra loro”. Senza dubbio la notizia dell'unione con Ambra ha fatto notizia nelle cronache rosa, come l'ha vissuta Renga? “All'inizio è stato un incubo. C'erano paparazzi e curiosi sotto casa. E per una persona riservata come me non è stato il massimo. Tendo a separare la vita pubblica e privata, e sicuramente Ambra appartiene a quella privata”. Jolanda, loro figlia, ha scatenato nel cantautore bresciano il timore della responsabilità paterna, fotografata nella canzone “Nel nome del padre”. “L'ho scritta il giorno stesso in cui ho saputo che Ambra stava aspettando mia figlia. E la prima persona che ho sentito è stato proprio mio padre. Abbiamo parlato ed è nata la canzone. E' una preghiera, perché pensavo - e ho paura - di non essere pronto al ruolo di genitore”. Il titolo dell'album rimanda alla pellicola di James Ivory: citazione o coincidenza? “E' del tutto casuale, non ho visto il film e nemmeno letto il libro. Stavo cercando un concetto che potesse riassumere la mia visione della vita, una visione positiva. 'Camere con vista' significa poter osservare le cose da punti di vista diversi, guardare ed essere guardati. E' un titolo romantico, se vuoi”. Un disco sicuramente introspettivo, a tratti malinconico, cantautorale. Ma Renga si sente pop o rock? “Non lo so e non mi interessa nemmeno. Faccio dischi soprattutto per me stesso, partendo dall'idea di realizzare un album che io comprerei. La malinconia che emerge deriva da quella che chiamo poesia del ricordo, ossia guardare al passato al fine di non ripetere due volte lo stesso errore. Questo disco è il vestito migliore che potessi dare alle mie canzoni. E' stato curato per un anno e mezzo, con tempi e mezzi illimitati, che mi hanno dato la possibilità di realizzare il miglior prodotto possibile”. Che processo segui per comporre? “Tutto nasce da una personalissima esigenza spontanea. Una specie di autoanalisi, un modo per comunicare. Quando inizio un lavoro non so mai dove andrò a parare e spesso ne capisco il significato solo a posteriori. La scrittura dei pezzi si concentra molto sulla mia vocalità e sulla melodia, l'unica cosa che noi italiani siamo in grado di esportare”. E il suo rapporto con i Timoria? Come vede Renga il suo passato? “Il periodo con i Timoria rimane uno dei più belli della mia vita, sicuramente il più incantato. Ero giovanissimo, avevo sedici anni e molti sogni. Era inoltre un periodo di fermento musicale, caratterizzato dall'ondata del nuovo rock italiano: Litfiba, Denovo, Avion Travel. Noi eravamo i più piccoli. Sono stati gli anni della formazione, durante i quali ho imparato tutto quello che so ora. Ricordo con malinconia quegli anni”. Sembra che Omar Pedrini continui a scrivere canzoni immaginando che sarai tu a cantarle: pensi sia vero? “Sicuramente Omar è un autore bravissimo, molto più bravo di me. Ma la separazione con i Timoria, sei anni fa, non è stata un distacco premeditato”. E per quanto riguarda la collaborazione con Gianni Maroccolo nel brano “Sabbia”? “Mi ha mandato una cassetta con dei pezzi che in pratica erano dei tappeti strumentali. Ne dovevo scegliere uno, sopra cui trovare una linea melodica per la voce. Fra l'altro, ero proprio in fase di preparazione del mio disco, quindi con la testa e le idee su un altro tipo di progetto. La traccia che avevo scelto era già stata 'prenotata' da Piero Pelù, ma ne ho trovata un'altra in cui cimentarmi. Mi piace collaborare con altri artisti, basta che siano affinità sincere, come quella con Drigo dei Negrita, che ha suonato la chitarra solista nel singolo 'Ci sarai'”. Francesco Renga partirà con un tour a fine giugno, dall'Emilia Romagna. “Mi esibirò nelle piazze e nei luoghi di villeggiatura, con una ripresa invernale, spero nei teatri. Sono uno da 70/80 date l'anno. Spero questa volta di farne di più. In scaletta, oltre ai brani del mio repertorio solista, riprenderò anche alcuni pezzi dei Timoria e qualche cover della PFM e di Ivan Graziani, come 'Monnalisa'”. Stasera alle 21 presso la FNAC di Milano (Via Torino), Renga presenterà dal vivo i nuovi brani e alle 23 inizierà una prevendita dell'album, nei negozi da domani.
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