Ensi, il nuovo disco “Rock Steady”: ‘Solido come una pietra’ - VIDEO

Ensi, il nuovo disco “Rock Steady”: ‘Solido come una pietra’ - VIDEO
Credits: Andrea Barchi

 Ensi dice la sua sull’attuale situazione della scena hip hop italiana.

Lo fa con un disco, in uscita il 2 settembre a due anni dal precedente “Era tutto un sogno”, e attraverso una chiacchierata con noi di Rockol, a cielo e a cuore aperto, in una Milano che regala sorprendentemente un po’ di sole. Il nuovo album si chiama “Rock Steady”, è stato anticipato da un singolo, “Change”, e vanta una serie di collaborazioni tra cui Julia Lenti, Noyz Narcos, Salmo e la soul singer tedesca di origine ghanese, Y’akoto. Rappresenta un passo importante per il rapper torinese, l’approdo ad un nuovo tipo di professionalità, pur conservando lo stesso entusiasmo degli inizi. “Sono un romanticone di questa musica, dell’hip hop in generale, e nonostante la frenesia della discografia e anche del momento che vive il rap in Italia, io riesco a mantenere sempre lo stesso tipo di attitudine, di mentalità. Ovviamente non può essere tutto uguale: citando il disco precedente, è un sogno che si sta realizzando sempre di più. Se da una parte mi carica di felicità, dall’altra parte mi carica anche di una certa responsabilità.”.

 

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Il titolo, spiega il rapper nel comunicato stampa, si riferisce a “qualcosa di costante, che non può essere scosso o spostato.

” E’ una dichiarazione di inamovibilità, coerenza ed indipendenza, che lascia spazio per una domanda: cos’è che ti potrebbe far spostare? “Ci sono tante cose che oggigiorno potrebbero spostare, sradicare le certezze degli artisti. La chiave di lettura del titolo è che la mia roba, la mia attitudine non la puoi spostare. Per quanto mi riguarda ciò significa cercare un evoluzione che sia sempre coerente. Quello che potrebbe spostarti è sicuramente l’andamento della discografia in questo paese che porta a ‘spremere’ il rap; ci si può appiattire se gli artisti stessi non hanno la forza di imporsi.” E sono proprio gli artisti, secondo Ensi, che potrebbero auto-ostacolarsi e contribuire ad impoverire il rap italiano: “Se spostano il loro baricentro verso altri interessi, fanno perdere ciò che è la carne al fuoco, ciò che ancora oggi scatena nelle orecchie e nel cuore delle persone il motivo per cui continuano a supportarci. Quello che potrebbe succedere, e mi auguro di no, se l’immaginario che continuiamo a dare dell’hip hop è quello più frivolo, è che prima o poi qualcuno si stancherà.”.

Di ciò si parla nel primo brano del disco “Rispetto di tutti, paura di nessuno”. La traccia “Juggernaut” sembra invece quasi un atto di sfida nei confronti degli altri MC. “Io penso che da sempre la competizione stimola il talento. E’ bello anche dire vediamo chi ha le palle di mettersi in gioco, metterci la faccia. Juggernaut non è la strafottenza di dire ‘Io sono il più forte di tutti’, anche se fa parte di questo ambiente. Trovami un rapper che non dice ‘io spacco’, lo fanno in America, lo facciamo in Italia, da sempre, fa parte di questo codice. La differenza è basare un disco intero su questa cosa o essere in grado di parlare di altro. ‘Rispetto di tutti e paura di nessuno’ è dedicato agli altri rapper ma ha un occhio anche più critico. L’hip hop oggi sembra voglia discostarsi dall’ambiente che l’ha creato e ciò mi da fastidio. In America Jay-z si fa fare la copertina da Riccardo Tisci ed è tutto figo. Però poi c’è la sostanza. Io non sono contro il rap che si affaccia alla moda o all’arte o al main-stream spudorato. Se però c’è solo quello poi si perde l’energia.”

L’ultima domanda la dedichiamo al brano forse più intimista del disco, che esplora il tema del distacco dalle persone care, per un motivo o per un altro.

All’aggressività con la quale affronta i temi di cui sopra Ensi sostituisce un po’ di malinconia e si concede di “cambiare faccia”: “‘Non è un addio’ è un brano che io ho scritto nel momento in cui mi sono reso conto che l’egoismo di vedere me prima degli altri mi ha portato a perdere delle persone. Non è sempre facile far coesistere l’uomo, l’artista, il rapper, il cantante, il fidanzato, il figlio, il fratello maggiore, il fratello minore. Questa musica è totalizzante nella mia vita, non c’è uno stacco. Ciò mi ha fatto perdere per strada delle persone e di questa cosa mi vergogno; però l’arma che ho a disposizione per poterne parlare, non credo mi potrà giustificare, ma potrà perlomeno far vedere il mio punto di vista.”.

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