L'Italia allo Sziget Festival: parla Ettore Folliero (Sziget Italia)

"Noi, a conti fatti, siamo gli interinali di questo grande festival: lavoriamo a chiamata. Però tanti ungheresi che adesso sono nello staff fisso dello Sziget, quando abbiamo iniziato a collaborare noi, non c'erano ancora": Ettore Folliero, a capo de L'Alternativa di Bari, è la sponda italiana della Sziget Kulturàlis Ltd, società che organizza il grande raduno sull'isola di Oboda, sul Danubio, a qualche chilometro dal centro di Budapest, e - anche alla luce del grande successo riscosso quest'anno dalla manifestazione, che con oltre 400mila abbonamenti venduti ha battuto il proprio record di affluenza di sempre - non nasconde l'orgoglio nel raccontare del contributo fornito dalla sua agenzia al successo internazionale del festival. "Abbiamo dato il nostro apporto, in termini di idee - per esempio, lanciando l'idea dei campeggi 'differenziati' e del concorso internazionale per band emergenti, e ogni anno è una sfida", racconta: "Quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, siamo stati messi alla prova, e abbiamo dimostrato di sapere il fatto nostro. L'Europa è piena di italiani che lavorano con competenza e professionalità in ambito musicale: collaborare con lo staff dello Sziget ti insegna a mantere serenità e lucidità anche nei momenti di maggiore stress, quelli nei quali è più facile perdere la calma. Anche nei frangenti più critici, qui si lavora col sorriso sulle labbra, consapevoli delle proprie capacità. E con lo stimolo di continuare a migliorarle".

Insieme a Pugliasounds, Folliero è il fautore della spedizione italiana sul Danubio, una piccola isola tricolore in mezzo - geograficamente e metaforicamente - all'Europa: possibile che questa realtà, ormai ben consolidata, corra il rischio di diventare un'enclave, sia musicalmente che socialmente? "Non credo si corra il rischio di auto-ghettizzarsi", ci dice: "Certo, quando abbiamo iniziato i ragazzi italiani erano quelli che l'inglese lo parlavano peggio di tutti, quando lo parlavano, e questo angolo di Italia funzionava più come centro di aggregazione e di prima accoglienza. Poi siamo cresciuti noi, e attorno a noi è cresciuto ancora di più il festival, tanto che adesso, letteralmente, siamo circondati dagli olandesi, che con noi si trovano benissimo. Poi è bello vedere come i ragazzi che la prima volta hanno tentato questo avventura, nel corso degli anni successivi, siano tornati, educandosi alla civiltà e al rispetto indispensabili per la riuscita di una manifestazione tanto vasta".

Inevitabile schivare la domanda che ricorre più spesso, in casi come questo: perché in Italia non esiste nulla di simile? Secondo Folliero, la mancanza di fondi non è l'unica spiegazione: "Per rendere possibile una manifestazione come lo Sziget ci vuole una volontà politica", chiarisce, "Le istituzioni devono fare la loro parte, fornendo permessi e servizi". Eppure anche i soldi non guasterebbero: lo Sziget è uno dei festival più avanzati in termini logistico-tecnologici, con app per districarsi tra il fittissimo programma, un sistema di pagamenti che escluda ovunque il contante, aree wi-fi e mille altre cose, tutte rese possibili da partnership e sponsor. Dove sta il confine tra fan e cliente? "Lo Sziget non si appoggia su alcun finanziamento istituzionale, e a livello organizzativo ha al proprio interno tutti i compartimenti: è una scelta precisa, per conservare indipendenza da qualsiasi entità esterna", spiega Folliero, "Pur non incidendo molto sul bilancio della manifestazione, gli sponsor sono molto importanti per permettere a questo festival di mantenere il proprio spirito originario pur innovando e rinnovandosi di anno in anno. Non è un tabù, almeno qui: fan e cliente devono convivere. Se il cliente viene rispettato, viene trattato con trasparenza e correttezza, poi diventerà un fan, e il rapporto diventerà più stretto. Permettendo così al festival di rimanere totalmente autonomo".

Fan o cliente, il pubblico dello Sziget - per la sua natura - è particolarissimo: "Qui è tutto molto chiaro: fai ciò che vuoi, purché la tua libertà non limiti quella degli altri. L'ordine pubblico è gestito in modo molto discreto, ma con grande competenza. Per esempio, sulle droghe - per precisa scelta non solo delle autorità ungheresi, ma anche degli stessi organizzatori - c'è tolleranza zero: il festival, dal canto suo, fornisce servizi e spazi informativi che mettano in guardia i ragazzi dall'abuso di sostanze illegali. La polizia, d'altro lato, fa la sua parte: bonifica accuratamente l'area prima di ogni edizione e tiene la guardia costantemente alta per evitare la diffusione di stupefacenti. Per esempio, qualche edizione fa venne notato un pericoloso incremento nello spaccio in occasione del festival: le autorità intervennero in modo risoluto e, da allora, a nessuno è più venuta la voglia di fare affari con la droga allo Sziget...".

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