Marianne Faithfull e Roger Waters insieme per un brano di grande pathos. GUARDA

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Il nuovo album di Marianne Faithfull, in uscita in questi giorni, come già anticipato da Rockol, si intitola "Give my love to London" e la vede collaborare con un gruppo di colleghi decisamente molto qualificato. Il titolo "Give my love to London", come ha spiegato recentemente la Faithfull, che da molti anni è residente a Parigi, è da intendersi in chiave ironica e polemica ("Tanti saluti a Londra!"). Le anticipazioni lasciavano pensare a un disco che potesse rinverdire i fasti del molto celebrato "Broken English", il disco del 1979 che riportò la Faithfull all'attenzione del grande pubblico dopo anni di oscurità (della sua discografia successiva meriterebbe una riscoperta almeno l'album del 1995, "A secret life", scritto e prodotto da Angelo Badalamenti).
Ma tornando a "Give my love to London", è stato pubblicato oggi il video del primo brano tratto dall'album: si intitola "Sparrows will sing", e lo firma Roger Waters. E' un brano di enorme suggestione, molto emozionante, a dispetto della (o forse proprio grazie anche alla) voce ormai incerta della quasi sessantottenne interprete (e che se melodicamente ricorda "Save the last dance for me", il classico di Doc Pomus e Mort Shuman, nell'ambiente sonoro rimanda ai Pink Floyd, ai Velvet Underground e al Bowie di "Heroes"). Prodotto da Rob Ellis e Dimitri Tikovoi, mixato da Flood e suonato da Ed Harcourt e Adrian Utley al basso e alle chitarre, "riassume i miei sentimenti sull'umanità, il mondo e l'amore" dice la Faithfull. Qui il video:



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Il testo originale non è ancora disponibile nella sezione "Testi" di Rockol, ma è interessante notare che l'esclamazione che si ripete nel brano ("Calloh! Callay!") è tratta dal poemetto "Jabberwocky" di Lewis Carroll, inserito nel sequel di "Alice nel paese delle meraviglie", cioè "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò", pubblicato nel 1871. "Jabberwocky" è stato anche citato da John Lennon come una delle sue fonti di ispirazione, segnatamente per il testo di "I am the walrus". Ebbene, nel suo debutto discografico, un album del 1965 edito solo in Gran Bretagna, contenente canzoni folk e intitolato "Come my way" (uscito nello stesso giorno del più noto "Marianne Faithfull", che conteneva cover di canzoni pop), la Faithfull leggeva il testo di "Jabberwocky". Il che, in qualche modo, cinquant'anni più tardi, riporta l'artista alle sue origini.

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Marianne Faithfull inizierà il 9 ottobre un tour che prevede anche due date italiane: il 27 ottobre a Milano (Auditorium) e il 28 ottobre a Lucca (Teatro del Giglio).

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