Comunicato Stampa: Peter Gabriel in concerto il prossimo 8 luglio a Roma

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COMUNICATO STAMPA Il grandissimo Peter Gabriel, uno degli artisti più prolifici e creativi dei nostri tempi, si esibirà a Roma il prossimo 8 luglio nell'ambito della nota manifestazione Fiesta (Ippodromo delle Capannelle). I biglietti del concerto saranno in vendita a partire dalla prossima settimana presso tutte le prevendite abituali.

______________________________ Peter Gabriel è da sempre all’avanguardia nella capacità di combinare suoni e visioni, e queste caratteristiche sono state esaltate ancor di più nel Growing up tour che ha debuttato negli USA nel novembre 2002 e ha toccato l’Europa nel 2003, registrando in Italia il sold out in tutte le date.Durante il concerto espone un repertorio con brani tratti dal suo ultimo album UP e molti dei suoi più grandi successi. Si ha il piacere di riascoltare Sledgehammer, Solsbury Hill, Mercy Street, Digging In The Dirt. Lo spettacolo è lo specchio di una carriera ultraventennale, straordinaria anche sul piano delle vendite discografiche: 25 milioni di copie.
"Still Growing Up 2004 Tour" - Date italiane:
4/07 taormina - teatro greco
5/07 catanzaro - arena magna grecia
7/07 napoli - arena flegrea
8/07 roma - fiesta

Biografia
Peter Gabriel - UP
Peter Gabriel non è mai stato inattivo a lungo. Dall’uscita di Us, il suo precedente album di studio, si è dedicato a colonne sonore, alle musiche per il Millennium Dome e a molti altri progetti collaterali. In effetti, resta uno degli artisti più prolifici e creativi dei nostri tempi. Perché dunque sono trascorsi nove anni da Us, del 1993, a Up, del 2002?
"Volevo battere tutti i record di tempo nella realizzazione di un album”, scherza Peter. "Ma la verità è che fare musica mi piace molto di più che andare in giro a promuoverla. Quindi ho forse cercato di rimandare il momento in cui avrei dovuto portare a termine l’album. E lungo la strada mi piace fare ogni tanto delle deviazioni”.

Esistono tuttavia anche delle ragioni d’ordine estetico. Peter è un convinto assertore dell’idea che un artista debba pubblicare un album solo quando abbia qualcosa d’interessante da dire, piuttosto che sfornare un “prodotto” destinato unicamente a riempire qualche possibile vuoto nel mercato. "Sentivo l’esigenza di accumulare delle esperienze”, spiega. “
Quando si registra un album si esprime quello che si ha dentro, e se non si ha la possibilità di arricchirsi interiormente, come si può pensare d’avere qualcosa d’interessante da proporre agli altri? Il fatto è che nel mio caso questo processo è sempre piuttosto lento”.
Di certo, alla fine della lunga attesa ci troviamo di fronte ad un album di altissimo livello, quale ci si può aspettare da Peter Gabriel: canzoni di elevato contenuto letterario e tuttavia piene di soul, eclettico sul piano musicale e sofisticato su quello ritmico, arricchito dalla presenza di numerosi ospiti che apportano i propri personali contributi.
Up è il 12° album della carriera solistica di Peter Gabriel, contrassegnata da spirito d’avventura e slancio innovativo per oltre un quarto di secolo, da quando lasciò i Genesis nel 1975. Il suo primo album solistico, pubblicato nel 1977, conteneva l’hit Solsbury Hill e tra i primi singoli di successo si ricordano Games Without Frontiers, No Self Control e Biko, una delle prime canzoni rock a trattare della politica di apartheid. Nel 1984 scrisse la sua prima colonna sonora, per il film di Alan Parker Birdy, cui venne assegnato il Gran Premio della Giuria al Festival del Cinema di Cannes.

Dopo aver intrapreso la carriera solistica, Gabriel ha pubblicato dieci album. Nel 1986, l’album So gli fece ottenere il primo Grammy. I videoclip che accompagnavano questo progetto confermarono che nel campo della produzione di video musicali Peter aveva raggiunto una posizione di assoluto prestigio: uno di essi era Sledgehammer, il videoclip più premiato di tutti i tempi, che tra i suoi record vanta il primo posto nella graduatoria di “Rolling Stone” dei migliori 100 video musicali in assoluto e la più alta programmazione nella storia di MTV. Nel 1989 scrisse le musiche per il film “L’ultima tentazione di Cristo” di Martin Scorsese, che utilizzò come base per la realizzazione del suo album più sperimentale e inconsueto, Passion.
Per l’uscita del suo decimo album solistico, US (1992), Gabriel commissionò a undici esponenti delle arti visive le loro interpretazioni dei nuovi brani: i lavori vennero esposti alla British Contemporary Art Exhibition nel 1993 e anche in una mostra appositamente allestita in Giappone. Grazie a US Peter ricevette negli Stati Uniti quattro candidature ai Grammy e due MTV Awards e in Gran Bretagna un premio Brit e un premio della rivista “Q”. Nel 1992 prese anche il via il “Secret World Tour”, prodotto da Gabriel e dal regista e designer canadese Robert Le Page, che collabora anche all’allestimento dell’attuale “Growing Up Tour”.

Alla fine del 1997 Mark Fisher chiese a Peter di aiutarlo a ideare uno spettacolo per lo spazio centrale del Millennium Dome di Londra. Peter collaborò fornendo numerosi spunti narrativi e visivi e compose la musica, raccolta poi nell’album OVO, pubblicato nel 1999. Torna a lavorare per il cinema nel 2002, pubblicando l’album Long Walk Home, colonna sonora del film di Phillip Noyce ‘Rabbit Proof Fence’ (‘Generazione rubata’).

Parallelamente alla carriera solistica, Gabriel si è impegnato in una serie di progetti legati alla world music, partecipando alla costituzione dell’associazione WOMAD (World of Music, Arts and Dance), che nel 2002 ha celebrato il 20° anniversario, e dell’etichetta discografica Real World, entrambi con sede nel complesso dei Real World Studios, nel Wiltshire.

Peter si è inoltre dedicato ad un gran numero di iniziative relative ai diritti umani e all’ecologia. Nel 1988 e 1990 partecipò ai concerti in onore di Nelson Mandela a Wembley, e nel 1988, in collaborazione con Amnesty International e la Reebok, contribuì a organizzare il tour “Human Rights Now!” con cui toccò molti paesi insieme a Sting, Bruce Springsteen, Tracy Chapman e Youssou N’Dour. Successivamente avviò il programma “Witness” (“Testimone”), lanciato nel 1992 insieme alla statunitense Reebok Human Rights Foundation. Scopo dell’organizzazione è dotare gli attivisti dei diritti umani nei vari continenti di videocamere, computer portatili e altri strumenti di comunicazione. .


Nel 1989 Gabriel aveva visitato l’Unione Sovietica per promuovere l’inizio dell’attività di Greenpeace in quell’area. Più di recente, ha svolto un lavoro di ricerca sulle scimmie antropomorfe, in Georgia (USA), studiandone la capacità di comunicare e di usare le potenzialità offerte da internet.Tuttavia, Peter Gabriel è soprattutto conosciuto come uno dei musicisti più creativi e originali del mondo. Quando iniziò a raccogliere il materiale per Up, si accorse d’avere 130 idee di canzoni da selezionare. Nessuna di queste era finita. Alcune erano solo frammenti in attesa d’essere sviluppati o in corso di lavorazione. Alcuni spunti trovarono posto su Ovo, l’album legato allo show per il Millennium Dome, altri su Long Walk Home. Tra i tanti motivi della lunga gestazione di Up, non c’era sicuramente il blocco dello scrittore. "Le canzoni provengono da molte parti diverse”, dice Peter per spiegare il processo di selezione. "Butto giù delle idee che m’interessano dal punto di vista melodico e ritmico e cerco di svilupparle. È come coltivare dei frutti. Ad un certo punto diventano grossi e maturi quanto basta per spremerli e ricavarne il succo”.
Una delle conseguenze della lunga lavorazione è stata che il titolo – al quale Peter aveva pensato otto anni prima e che aveva già reso pubblico – è stato “preso in prestito” in più di un’occasione. I REM uscirono con un album intitolato “Up” e Ani di Franco chiamò il proprio “Up Up Up Up Up Up..”. Attraverso il sito, Peter chiese ai propri fan se fosse il caso di cambiare titolo, ma la maggior parte fu favorevole a tenerlo.
"È un termine molto positivo, mi piaceva per questo”, spiega. “Ascoltando l’album, mi rendo conto che ci sono dei brani decisamente cupi. Ma in questo periodo sto bene, e credo che lo spirito generale sia più alto che negli ultimi album.
Tuttavia ho sempre avuto maggiore difficoltà a scrivere musica allegra che musica triste, anche se in qualche rara occasione ci sono riuscito”.
La storia di Up si è svolta nell’arco di anni, ma anche attraverso numerosi continenti.È iniziata in Senegal, dove Gabriel ha lavorato con alcuni dei musicisti di Youssou N’Dour. È proseguita nelle Alpi francesi, dove Peter ha passato le mattine imparando ad andare in snowboard e i pomeriggi a lavorare in studio. È stata poi la volta di un viaggio lungo il Rio delle Amazzoni: “un vero lusso poter navigare lungo il fiume con uno studio galleggiante”, ammette Peter, “poi sono dovuto tornare alla realtà. Ma molti dei brani nascono da quelle esperienze".Di ritorno agli studi Real World, le canzoni hanno incominciato a prendere forma. “Di solito entro in studio a mezzogiorno e raramente ne esco prima di mezzanotte”, dice Peter. “Una volta immerso nel lavoro trovo molto difficile staccarmene. Ho un modo di procedere disordinato e irregolare, per arrivare poi a limare e approfondire fino a raggiungere il nucleo centrale”.
Uno dei vantaggi di avere un proprio studio è che alla Real World ci sono sempre musicisti di tutto il mondo. "Qui tutti i giorni passano persone diverse e si crea una vastissima gamma di musiche differenti tra loro. Ascoltare quello che fanno o solo parlare con loro mi arricchisce ogni volta”, osserva Peter. La capacità di collaborare è sempre stato un elemento vitale dell’arte di Gabriel e, inevitabilmente, alcuni dei musicisti in visita agli studi sono stati invitati a comparire nell’album. Tra questi il grande e compianto Nusrat Fateh Ali Khan, i Blind Boys of Alabama, Daniel Lanois e Peter Green. "Lavorare con altri musicisti porta aria nuova e dà la sensazione di poter visitare luoghi che diversamente non si potrebbero raggiungere. Il segreto sta nell’essere capaci di ascoltare e di lasciare a ciascuno il proprio spazio. C’è chi aggiunge qualcosa che riesce a sorprendermi o chi mi indica una diversa direzione”.
Inoltre, in alcuni brani compare ai cori la figlia di Peter, Melanie. " È fantastico che ci sia anche lei nell’azienda di famiglia. Ha una bella voce e attualmente sta preparando un album a suo nome”, afferma Peter. I testi di Up sono stati scritti quasi tutti fuori dallo studio. "Per scrivere devo impormi una disciplina. Ho bisogno di partire, stare in qualche bed and breakfast o fare dei giri in macchina, tutte cose che devo fare in prima persona”, spiega Peter. “Viaggiare ha un effetto positivo sulla scrittura dei testi. Stare seduti in una stanza davanti a un foglio bianco è invece paralizzante”. Il precedente album di Gabriel Us presentava una raccolta molto personale di canzoni che descrivevano la sua vita in quel dato periodo. Up abbraccia una gamma di tematiche molto più ampia. "È forse meno specifico e più contemplativo. È meno incentrato sui rapporti personali, tuttavia c’è anche molto di me stesso”, dice Peter.I temi trattati sono di ampio respiro. "È un album che parla di estremi opposti, che focalizza maggiormente la fase iniziale e terminale della vita, piuttosto che quella centrale”, afferma. “Negli ultimi dieci anni la morte è stata più presente nella mia esistenza, avendo visto molti amici invecchiare e scomparire”. Allo stesso tempo, è fortemente presente l’idea del rinnovamento, forse grazie anche al fatto che si è recentemente risposato ed è diventato nuovamente padre.
Il brano iniziale, Darkness, richiama le paure dell’infanzia. Growing Up traccia il percorso dell’esistenza umana dal grembo materno alla tomba, passando attraverso la ricerca d’una propria collocazione nello schema dell’universo. Sky Blue, il brano più vecchio dell’album, parla della perdita degli affetti e del tentativo di trovare una propria strada per affrontare la solitudine. In No Way Out, si osserva cosa succede quando la vita di tutti i giorni viene sconvolta da un incidente stradale, ricordandoci quanto sia esile il filo a cui tutti siamo appesi. I Grieve è apparso per la prima volta nella colonna sonora del film ‘City Of Angels’, ma su Up è presente una versione rielaborata. "Non ci sono molte canzoni che affrontano adeguatamente il tema del dolore ed è quello che ho cercato di ottenere in I Grieve”, dice Peter. More Than This è il brano più ottimista dell’album ed esprime la convinzione che “esista qualcos’altro, al di là”.
L’umorismo nero di The Barry Williams Show – il cui protagonista è un personaggio di fantasia, ma molto simile alla personalità televisiva americana Jerry Springer – evidenzia quanto siano da mettere in relazione i programmi spazzatura della tv e certe devianze comportamentali. My Head Sounds Like That descrive l’effetto provocato da uno stato d’intorpidimento mentale sulla capacità di udire meglio i suoni, mentre Signal to Noise affronta argomenti quali il senso morale e il senso di pietà. Nel brano finale, The Drop, Gabriel è su un aereo e guarda giù, cercando d’immaginare il mondo nascosto dalle nuvole. "Per me i risultati migliori si hanno quando l’elemento creativo e quello analitico si integrano”, afferma. “Si attinge all’energia della performance spontanea ma si mantiene il controllo e la possibilità di rifinire il lavoro in studio. Questo è l’amalgama che ho ricercato in questo disco”.
Da sempre all’avanguardia nella capacità di combinare suoni e visioni, Peter Gabriel è riuscito a esaltare ulteriormente queste caratteristiche nel GROWING UP TOUR, che ha debuttato negli USA nel novrembre 2002 ed ha toccato l’Europa nel 2003, con numerose date sold-out in Italia. Con un repertorio che comprende i brani dell’ultimo album “Up” e molti dei suoi maggiori successi - tra cui ‘Sledgehammer’, (il video più programmato nella storia di MTV ), ‘Solsbury Hill’, ‘Mercy Street’, ‘Digging In The Dirt’ - lo spettacolo è lo specchio di una carriera ultraventennale, straordinaria anche sul piano delle vendite discografiche (25 milioni di album).

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