Jonathan Wilson al Mojotic di Sestri Levante, il report del concerto

Jonathan Wilson al Mojotic di Sestri Levante, il report del concerto

Ci sono concerti che, per essere goduti in modo pieno e soddisfacente, necessitano di una sorta di patto tacito tra spettatore e performer, chiamiamolo di sospensione, o meglio, di astrazione dalla realtà. La musica, ascoltata in condizioni perfette dentro le quattro mura domestiche, permette questa forma di viaggio nel tempo, ma esistono anche casi in cui queste condizioni possono realizzarsi durante un set live.
E' accaduto, ad esempio, al concerto di Jonathan Wilson di ieri a Sestri Levante all'interno del bel programma del festival Mojotic. La location in questo caso non gioca un ruolo di contorno. L'anfiteatro della Conchiglia posto nella lingua di terra tra i due golfi della cittadina ligure immerso tra le case illuminate può diventare la cornice seventies ideale per un viaggio sonoro dalle parti di Laurel Canyon, rifugio della cultura alternativa californiana, ma non solo.
“Mystic music come and save from my memory” sono le prime strofe della floydiana “Lovestrong” che apre il concerto e che sono una specie di manifesto programmatico per le successive due ore. La dimensione live, più schietta e ruvida, smussa tutte quelle orchestrazioni opulente e barocche - e un po' stucchevoli - che avevano caratterizzato il suo ultimo “Fanfare”. Spazio allora alle lunghe jam psych della titletrack del più recente disco e agli assoli acidi e ispiratissimi in “Dear Friend” che sembrano arrivare direttamente dalle dita di Jerry Garcia. Il funk morbido “Fazon” tutto wah-wah e organo hammond e la ballad “Magic Everywhere” sono i momenti più leggeri e pop di un concerto che ha come cifra stilistica la jam di band come Grateful Dead, Phish o Əkoostik Hookah (ndr: ho sempre desiderato citarli – e scriverli - in un articolo), quindi lunghe cavalcate psichedeliche di circa 8-10 minuti, ma decisamente “commestibili” anche per i non appassionati del genere. E se magari nelle rare pause tra una canzone e l'altra il “viaggio” si interrompe per via di un altro concertino che si svolge sulla spiaggia a pochi metri dall'arena Conchiglia, basta fissare il bassista della band Dan Horne, copia fedele di Phil Lesh dei Grateful, per immaginare di essere a Red Rocks.
Jonathan Wilson non è certo un animale da palcoscenico, pochissime le interazioni con il pubblico, ma è un gran leader silenzioso della propria band (vale la pena segnalare il secondo chitarrista Omar Velasco anche alle tastiere e ai cori, nonché protagonista dell'opening act tra folk elettrico e atmosfere western, e l'ottimo tastierista Jason Borger) e, rispetto agli show di questo inverno, è parso molto meno freddo e distaccato, lanciandosi in più di una improvvisazione con la sua Telecaster (come nella infinita cover dei Fleetwood Mac “Angel”).
Da segnalare la bella “Moses Pain” che parte come un pezzo acustico di Dylan (con Wilson all'acustica e armonica) e dopo varie jam finisce con un coro che sembra uscito dal live 1974 di CSN&Y e la sempre bella e psichedelica “Valley of the silver moon”. Ma nonostante le tante citazioni sparse qua e là, Jonathan Wilson non è un puro artista derivativo e retromaniaco, ma riesce sempre a mettere il suo tocco felice - e non intossicato - nelle sue esecuzioni. Spiace solo non aver sentito pezzi come “Natural Rapshody” e “Can we really party today?” che rivelano anche le grandi dote di compositore.
A chiudere i bis, la tompettyana “Love to love” con il pubblico contento che si accalca sotto il palco. Il viaggio nel tempo continua anche stasera, 1 agosto, nella Cavea del Nuovo Teatro dell'Opera di Firenze.

(Michele Boroni)

SETLIST

Lovestrong
Fanfare
Fazon
Gentle spirit
Magic everywhere
Dear friend
Angel
Ballad of the pines
Moses pain
Desert raven
Valley of the silver moon

Bis:
The way I feel
Love to love
 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
9 nov
Scopri tutte le date

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.