Universal, dopo 30 anni se ne va Zach Horowitz

In Italia è una notizia da addetti ai lavori, ma negli Stati Uniti le dimissioni di Zach Horowitz dal gruppo Universal Music sono una mossa destinata ad avere un grande impatto sullo scacchiere di quel che resta del music business. "Dopo trenta meravigliosi anni allo Universal Music Group è arrivato per me il momento di andarmene e di esplorare nuove opportunità", ha spiegato in una e-mail diramata a tutto il suo staff il manager americano, nominato presidente e amministratore delegato della società di edizioni di Universal nell'aprile del 2012 dopo dodici anni trascorsi nel ruolo di presidente e chief operating officer del gruppo controllato dalla francese Vivendi.

"La fine di un'era", scrive Billboard ricordando che Horowitz, dopo avere studiato da avvocato, aveva iniziato la carriera musicale come legale alla CBS diventando poi responsabile mondiale dello stesso settore legale e dei business affairs alla MCA Records. Dopo la fusione di quest'ultima con la PolyGram nel 1999, era stato nominato presidente e chief operating officer di quello che sarebbe diventato lo Universal Music Group: in quella carica ha svolto un ruolo chiave nell'acquisizione e integrazione di asset discografici come Geffen, Interscope e PolyGram Holdings (Def Jam, Island, A&M, Motown, Deutsche Grammophon) e di società di edizioni come Rondor Music, BMG Publishing e la stessa PolyGram; ha anche contribuito in maniera determinante all'espansione della società nel mercato latino-americano.

Il roster di Universal Music Publishing, ricorda ancora Billboard, include artisti come Abba, Adele, Leonard Bernstein, Justin Bieber, Mariah Carey, Eminem, Gloria Estefan, Billy Joel e Justin Timberlake, a cui Horowitz ha aggiunto recentemente i Grateful Dead firmando con i rappresentanti del leggendario gruppo di San Francisco un accordo a livello mondiale.

Universal non ha ancora annunciato il nome del suo successore ma si fa con insistenza il nome di Judy Gerson, attuale co-presidente della concorrente Sony/ATV da tempo nelle grazie del numero uno della major di casa Vivendi, Lucian Grainge.

Music Biz Cafe, parla Paolo Salvaderi (Radio Mediaset)
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