NEWS   |   Pop/Rock / 29/07/2014

Pussy Riot: denuncia al governo russo alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo

Pussy Riot: denuncia al governo russo alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo

Le Pussy Riot hanno depositato un denuncia presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nei confronti del governo di Vladimir Putin: come riferito dal Guardian, Maria Alyokhina e Nadezhda Tolokonnikova (nella foto), assisitite dall'associazione per i diritti umani del Tatarstan Agora, hanno chiesto a Mosca 161mila dollari ciascuna a titolo di danni per le violenze fisiche e psicologiche subite nel periodo intercorso tra l'arresto - avvenuto nel maggio del 2012 - e la liberazione, concessa per amnistia dopo 21 mesi di prigionia, più 13mila e 400 dollari a titolo di rimborso per le spese processuali.

Secondo l'incartamento depositato presso la corte di Strasburgo Mosca avrebbe violato gli ultimi quattro punti della Convenzione Europea per i Diritti Umani, nello specifico "la libertà di espressione, il diritto a un processo equo in libertà e sicurezza e il divieto di impiego di pratiche di tortura".

Per mezzo del presidente dell'associazione Agora la Alyokhina e la Tolokonnikova hanno fatto sapere - nel caso (molto improbabile, secondo gli stessi portavoce dell'associazione Agora) che l'istanza venga accolta e il governo russo venga condannato a pagare il risarcimento - di voler devolvere a diverse associazioni umanitarie russe le somme corrisposte.

La risposta di Mosca non si è fatta attendere: in un dossier di 35 pagine fatto circolare nelle ultime ore il Cremlino ha definito le accuse delle due donne "palesemente infondate", accusando come "un comportamento deliberatamente provocatorio in un luogo di fede simbolo della comunità ortodossa russa non può essere interpretato come un normale e genuino esercizio della libertà di espressione".

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