Usa, 4 anni al truffatore che si era inventato un disco con Springsteen e altri

Usa, 4 anni al truffatore che si era inventato un disco con Springsteen e altri

La fantasia non mancava di certo a Kasey Anderson, cantautore e musicista di Portland (Oregon) che tra il 2009 e il 2011 era riuscito a raccogliere da una trentina di investitori ben 600 mila dollari destinati - teoricamente - a finanziare una compilation a supporto dei "tre di West Memphis", teenager accusati nel 1993 dell'omicidio di tre bambini e condannati alla pena di morte o all'ergastolo prima di essere assolti con formula piena. In che modo? Convincendo gli incauti finanziatori che al progetto discografico da lui ideato e intitolato "Trapped like a ghost" avrebbero partecipato superstar sensibili al tema come Bruce Springsteen, Pearl Jam, R.E.M., Arcade Fire, Lady Gaga e altri. Per portare a compimento la sua truffa il camaleontico Anderson non si era fatto scrupolo di indossare panni diversi a seconda delle circostanze, presentandosi in un'occasione come un avvocato esperto in music business e in un'altra come un promoter di Seattle pronto a organizzare una serie di concerti con tanto di contratti in mano con Tom Petty e Johnny Depp. Ebbe anche la sfrontatezza di far ascoltare agli investitori - evidentemente poco esperti di rock - due canzoni di Springsteen, "Blood brothers" e "Don't back down" (una outtake da "Born in the USA") sostenendo che si trattava di due nuove collaborazioni con gli Arcade Fire, e arrivò al punto di raccontare che il Boss aveva accettato di pagare un milione di dollari come risarcimento danni per la mancata consegna nei tempi previsti di una nuova canzone incisa con Lady Gaga, creando ad arte una lettera fittizia in cui la moglie di uno dei legali dei tre accusati lo biasimava pubblicamente per il suo ritardo.

In conseguenza di questi e altri misfatti (tra cui la falsificazione di conti bancari), riportano ora il Seattle Post-Intelligencer e Stereogum, Anderson è stato condannato a quasi quattro anni di detenzione e deve tuttora oltre 365 mila dollari ai creditori. "Ho mentito a me stesso e ad altri, e nel credere a queste bugie mi sono detto ripetutamente che qualunque cosa fosse successa avrei potuto sistemarla da solo", ha confessato in una lettera consegnata al tribunale. "Sono una persona mentalmente malata e con grossi disordini che ha preso delle decisioni terribili, causando grandi danni emotivi e finanziari ad altri soggetti, ma credo di avere molto da offrire alla mia comunità. Sono molto spiacente per quel che ho fatto e desidero ardentemente porvi rimedio".

    La fantasia non mancava di certo a Kasey Anderson, cantautore e musicista di Portland (Oregon) che tra il 2009 e il 2011 era riuscito a raccogliere da una trentina di investitori ben 600 mila dollari destinati - teoricamente - a finanziare una compilation a supporto dei "tre di West Memphis", teenager accusati nel 1993 dell'omicidio di tre bambini e condannati alla pena di morte o all'ergastolo prima di essere assolti con formula piena. In che modo? Convincendo gli incauti finanziatori che al progetto discografico da lui ideato e intitolato "Trapped like a ghost" avrebbero partecipato superstar sensibili al tema come Bruce Springsteen, Pearl Jam, R.E.M., Arcade Fire, Lady Gaga e altri. Per portare a compimento la sua truffa il camaleontico Anderson non si era fatto scrupolo di indossare panni diversi a seconda delle circostanze, presentandosi in un'occasione come un avvocato esperto in music business e in un'altra come un promoter di Seattle pronto a organizzare una serie di concerti con tanto di contratti in mano con Tom Petty e Johnny Depp. Ebbe anche la sfrontatezza di far ascoltare agli investitori - evidentemente poco esperti di rock - due canzoni di Springsteen, "Blood brothers" e "Don't back down" (una outtake da "Born in the USA") sostenendo che si trattava di due nuove collaborazioni con gli Arcade Fire, e arrivò al punto di raccontare che il Boss aveva accettato di pagare un milione di dollari come risarcimento danni per la mancata consegna nei tempi previsti di una nuova canzone incisa con Lady Gaga, creando ad arte una lettera fittizia in cui la moglie di uno dei legali dei tre accusati lo biasimava pubblicamente per il suo ritardo.

    In conseguenza di questi e altri misfatti (tra cui la falsificazione di conti bancari), riportano ora il Seattle Post-Intelligencer e Stereogum, Anderson è stato condannato a quasi quattro anni di detenzione e deve tuttora oltre 365 mila dollari ai creditori. "Ho mentito a me stesso e ad altri, e nel credere a queste bugie mi sono detto ripetutamente che qualunque cosa fosse successa avrei potuto sistemarla da solo", ha confessato in una lettera consegnata al tribunale. "Sono una persona mentalmente malata e con grossi disordini che ha preso delle decisioni terribili, causando grandi danni emotivi e finanziari ad altri soggetti, ma credo di avere molto da offrire alla mia comunità. Sono molto spiacente per quel che ho fatto e desidero ardentemente porvi rimedio".

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