Subsonica dal vivo a Mondo Ichnusa, Oristano: il report del concerto

Subsonica dal vivo a Mondo Ichnusa, Oristano: il report del concerto

"Avremmo voluto suonare più canzoni dal nuovo disco, ma il master l'abbiamo chiuso giusto oggi, sull'asse Italia - New York", ci racconta Max Casacci, con una faccia piuttosto sbattuta - ma soddisfatta - mentre infila la rampa che dal backstage porta sul palco installato sulla spiaggia di Torregrande, a otto chilometri da Oristano, per la settima edizione di Mondo Ichnusa, festival gratuito da qualche anno a questa parte evento di punta sul panorama live estivo sardo: "Ci abbiamo lavorato fino all'ultimo...". Poteva essere un'anteprima dal vivo del nuovo album dei Subsonica, e - invece - è stata una festa. Una festa di compleanno, il diciottesimo, per una band che si sente "maestosamente fuori posto" - a chi ha una certa confidenza con il dialetto piemontese (più precisamente, con l'adagio popolare "na barca 'nt in bòsch"), "Una barca in una foresta", il titolo del loro nuovo album, in uscita il 23 settembre prossimo, al proposito la dice lunga, ma non un'apologia della maturità. Piuttosto, una gioiosa celebrazione di quello che è stato, con una scaletta sbilanciata verso il passato - eccezion fatta per "Lazzaro" - che pur senza ricalcare quella di concerto in piazza Duomo, a Milano, di qualche settimana fa, passa in rassegna (pur con qualche omissione, e "Colpo di pistola" ne è un esempio) cavalli di battaglia più o meno datati.

Si parte con "Veleno" e "L'ultima risposta" (da "L'eclissi" del 2007), per poi tornare a "Aurora sogna" e "Depre" da "Controllo del livello di rombo" del 2003: nessuna fretta, quindi, di scoprire il nuovo materiale, se non fosse - appunto - per "Lazzaro", che in effetti sposta il baricentro più sulle sonorità sintetiche, pur lasciando alla chitarra di Casacci la libertà d'azione di alzare un muro di suono sulle trame ritmiche ordire da Vicio e Ninja. Loro si divertono, si vede e si sente: "Era tanto che mancavamo dal palco, avevamo bisogno di questo", dirà Samuel più tardi, ma intanto le strutture delle canzoni si allungano, quasi a confondersi l'una con l'altra. Arriva il primo grande classico, "Liberi tutti", seguito da "Discolabirinto" e "Nuvole rapide", suonate tutte d'un fiato. "Questa non la conoscete", scherza Samuel nella outro di "Il centro della fiamma", prima di lanciare "Nuova ossessione" e la cover di "Up patriots to arms". Il ritiro dal palco per il bis, a questo punto, pare né più né meno che un pro-forma: giusto il tempo di nascondersi un attimo dietro gli ampli ed ecco il ritorno in scena per il trittico di chiusura, "Istrice", "L'odore" e (ovviamente) "Tutti i miei sbagli".

La forza dei Subsonica è quella di riuscire ad avere mestiere, ad essere un gruppo di grande esperienza maturata in una militanza di lungo corso, senza però dare l'idea dei consumati professionisti con una missione da compiere: l'astinenza dai palchi avrà sicuramente giovato, in termini di carica e entusiasmo, ma questa sera, probabilmente, c'era anche qualcosa di più. Casacci e compagni - piacciano o meno - l'asticella hanno sempre cercato di alzarla, disco dopo disco, e da quel poco che hanno lasciato trapelare su "Una nave in una foresta" questa volta il salto pare particolarmente ambizioso. L'avventura partirà in autunno, ufficialmente, con il tour al via a ottobre. Tour per il quale - promettono loro - verrà schierato un impianto tecnologico mai visto prima. E delle canzoni che saranno sì riconoscibili come loro, ma anche qualcosa di più. Insomma, una partenza per un viaggio che merita di essere festeggiata, magari rievocando i vecchi tempi, magari anche con un pizzico di autocelebrazione (comunque pressoché impercettibile, se paragonata agli standard di chi, in Italia, riesce a muovere i numeri che muovono loro), magari pensando che se indietro non si torna, tanto vale vivere questa notte come fosse l'ultima. Di quello che sarà domani se ne parlerà, a tempo debito...
(Davide Poliani)

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