Fabio Santini omaggia Sergio Leone con 'C'era una volta il Cinema'

A venticinque anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 30 aprile del 1989, e a trent'anni dall'uscita del suo ultimo capolavoro, "C'era una volta in America", Fabio Santini rende omaggio al genio e alla cinematografia di Sergio Leone, il regista che, come ha di recente dichiarato Quentin Tarantino, "ha inventato il cinema di oggi". L’eclettico giornalista che da diciassette anni si dedica alla scrittura e all’interpretazione del "teatro della memoria" (oltre a Leone, l'autore porta su palco il suo omaggio a Giorgio Gaber e ai Beatles) domenica 20 luglio alle ore 21, al cortile degli ex-Ospedali Riuniti di Bergamo, interpreta "C'era una volta il Cinema" - dal 1997 è la replica numero 407 - il suo viaggio dietro le quinte dei film di Leone. In caso di pioggia, lo spettacolo viene programmato per giovedì 24 luglio. E se anche giovedì 24 luglio dovesse piovere, si terrà all'Auditorium Loreto di Bergamo, sempre alle ore 21 del 24. L'ingresso è gratuito. Santini, che ha fatto della cinematografia di Leone una sua "ragione di vita", per usare le sue parole, utilizza in maniera determinante le musiche di Morricone che Leone definiva "la sceneggiatura aggiunta dei miei film". "Ci sono passaggi del mio spettacolo – dichiara il giornalista – che esaltano l'accompagnamento di Morricone, con quella leggendaria suggestione che fa del maestro uno dei grandi geni della musica contemporanea, punto di riferimento di nomi importanti del rock come Phil Collins, Mark Knopfler, Paul McCartney, Stewart Copeland, David Gilmour. Ci sono due passaggi del mio monologo intervallato dagli spezzoni dei film di Leone – continua Santini – dove il tono di voce e le parole usate sono speculari all’accompagnamento musicale, tanto che a un certo punto esco di scena per lasciare la poltrona vuota del regista in scena, illuminata da una luce a pioggia e il crescendo dell’orchestra di Morricone. Credo sia la fusione ideale tra cinema e teatro". Santini ricorda che Leone amava i grandi del rock: "Era rimasto colpito dalla colonna sonora di 'Zabriskie Point' di Antonioni interpretata dai Pink Floyd. E riteneva che vi fossero composizioni di Rossini, Mozart o Beethoven che in qualche modo fossero dei veri e propri pezzi da antologia rock". Su questo piano il cineasta romano la pensava esattamente come Stanley Kubrick che utilizzò la "Nona" per il suo "Arancia Meccanica": "Erano amici, Sergio e Kubrick - conclude Santini - tanto che Leone avrebbe voluto ingaggiare Malcolm McDowell in 'Giù la testa' nel ruolo che poi invece venne assegnato a Rod Steiger". "Perché, Fabio?": "Venite a vedere il mio spettacolo e saprete…".

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