Chic con Nile Rodgers al Summer Festival di Lucca il report del concerto

Partiamo dalla fine.
E' appena terminata l'esecuzione dell'encore del concerto - una versione lunga, affollata (il palco si è riempito di una quarantina di persone prese dal pubblico, come si conviene in concerti del genere) e hard funk di “Good Times” - i musicisti sono già nei camerini, ma Nile Rodgers è rimasto sul palco per gli ultimi saluti. Parte la musica in sottofondo, quella che solitamente serve per far scemare il pubblico: è “Give life to the music”, il pezzo che apre “Random Access Memories”, il best seller dei Daft Punk le cui preziose featuring hanno consacrato la chitarra di Nile Rodgers. L'audience del Summer Festival lucchese, non paga del bel concerto a cui ha assistito, lo acclama e lui si concede con grande umiltà: raccoglie un paio di dischi che gli vengono lanciati, balla, fa air guitaring, incita il pubblico a tenere il tempo. Intanto arrivano gli uomini della crew a smontare gli strumenti, ma la canzone successiva diffusa è “Lose yourself to dance” e Rodgers continua a stare sul palco, non se ne vuole andare, si toglie la giacca e si diverte come un bimbo ed è raro vedere questa adorazione reciproca tra artista e pubblico.


Ecco, l'immagine che ci portiamo a casa da questo concerto sta tutta qui: un uomo umile e generoso che ama profondamente la vita (ha sconfitto un tumore alla prostata nel 2010, raccontato con candore nel suo blog Walking on Planet C) e la musica e che continua con passione a portarla in giro. Ma, sopratutto, un musicista che con la sua maestria chitarristica e il suo lavoro da produttore ha firmato tra le più belle pagine della disco, lanciando personaggi come Madonna e trasformando David Bowie in superstar globale.
Il concerto è una carrellata di hits firmate da Nile Rodgers, sia sotto la firma Chic sia come produttore per altri. Scorrendo la set list qui sotto sembra di leggere una compilation di un party in casa di quarantenni-cinquantenni, amanti della musica della loro giovinezza. Ma attenzione, l'effetto nostalgia è lontanissimo, perché dietro Nile Rodgers ci sono dei signori musicisti (due tastiere, due fiati, basso, batteria e le due straordinarie coriste che si occupano di tutte le parti vocali) che riescono non solo a valorizzare questi evergreen, ma anche ad arricchirli con nuove sfumature. Così “We are Family” prende a un certo punto una direzione gospel, “Thinking of you” delle Sister Sledge (che Rodgers dedica al compagno artistico di una vita, il bassista degli Chic Bernard Edwards scomparso nel 1996) riacquista lo status di gran pezzo pop, “Notorius” dei Duran Duran viene finalmente cantata da voci adeguate, ci si rende conto che l'intro di “I'm coming out” di Diana Ross continua ad avere un groove che il tempo non può scalfire e si scopre che anche dietro “Original Sin” degli Inxs c'era lo zampino di zio Nile. L'influenza del suono degli Chic (che oggi rimane solo una firma, dal momento che solo Rodgers è l'unico superstite dalla formazione originale) è tale che dentro l'esecuzione di “He's the greatest dancer” delle Sister Sledge venga accennato anche un pezzo di “Gettin' jiggy wit it” che ne usava il sample e “Soup for one” sfocia nella più recente Lady dei Modjo.


La chitarra stoppata funkissima di Rodgers è sempre in primo piano e lui, sorridente e di bianco vestito, rimane per tutto il tempo sul palco alternando chitarra ritmica e solista: in “Spacer” di Sheila & B. Devotion riesce incredibilmente a coprire entrambe le parti allo stesso tempo. Il batterista Ralph Rolle anche se non ha l'inimitabile tiro secco di Tony Thompson, è un ottimo Master of Cerimony ed esegue perfettamente anche “Let's dance” di Bowie.
Lo schermo alle spalle del palco mostra i titoli delle canzoni usando tutti i font disco anni '70 e '80, sfiorando anche l'effetto karaoke; vengono poi proposti i videoclip dell'epoca e grafiche da videogioco tipo “Just Dance” della Wii o trovate visive che ricordano “Guitar Hero (non a caso Rodgers negli anni zero ha scritto molti score per i videogiochi). Ovviamente tra le canzoni non poteva mancare quella Get Lucky (#1 in 123 paesi) dei Daft Punk che ha rilanciato Rodgers (e Moroder) al grande pubblico. “We stand for loving, partying and having a good time” è il mantra di Nile Rodgers e riassume perfettamente il clima da gran festa danzante e popolare che il set riesce a ricreare. Lo stesso purtroppo non possiamo dire della supporter Sheila E., figlia d'arte (suo padre era lo storico percussionista di Santana) ed ex batterista di Prince all'epoca dei Revolution. Il suo set è piuttosto discontinuo e nervoso, con una band non all'altezza, e con Sheila Escovado mai convinta indecisa se suonare la batteria o fare la performer pura, tra pezzi dell'epoca della seconda metà degli anni '80 e pezzi a metà tra salsa-fusion e r'n'b e una presenza scenica non sempre convincente. Peccato.


(Michele Boroni)

SETLIST
Everybody Dance
Dance, Dance, Dance
I Want Your Love
I'm Coming Out - Upside Down
Greatest Dancer - We Are Family
Soup for One - Lady (Here Me Tonight)
Notorious
Original Sin
Like a Virgin
Lost in Music
Spacer
Thinkin' Of You
Get lucky
Chic Cheer
My Forbidden Lover
Let's Dance v Le Freak

Encore: Good Times
 

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