I Tool spiegano perché non pubblicano un disco da otto anni

I Tool spiegano perché non pubblicano un disco da otto anni

Nella prima settimana di marzo si diffuse rapidamente la notizia che i Tool avevano un album praticamente completo e pronto a uscire; tutto però fu smentito in fretta e furia dalla band con un comunicato ufficiale. Si trattava, infatti, di una voce falsa, dovuta al travisamento di una risposta scherzosa a una domanda dei fan da parte del chitarrista Adam Jones.
Ma la velocità con cui la falsa informazione si propagò è l'indice del fatto che i fan attendono da troppo tempo un disco nuovo dai Tool - che in effetti non ne fanno uscire uno da ben otto anni.

Cosa ha mai impedito alla band di pubblicare un nuovo lavoro in tutto questo tempo?.

La risposta al quesito giunge da una recentissima intervista, come riporta l'edizione statunitense di Rolling Stone. In poche parole, questo lungo silenzio è dovuto a una causa legale in corso che ha praticamente bloccato le attività della band e che, in ogni caso, non vedrà una soluzione prima di gennaio del 2015 - quando dovrebbe tenersi le udienze per dirimere la faccenda.

Tutto è iniziato quando, nel 20007, un amico di Jones fece causa ai Tool sostenendo di essere l'autore di un lavoro grafico (probabilmente per una copertina) utilizzato dalla band e chiedendo che questo gli venisse riconosciuto. Fin qui sembrava ordinaria amministrazione, ma le cose sono divenute molto più complesse quando la compagnia di assicurazione con cui i Tool avevano un contratto e che avrebbe dovuto occuparsi della faccenda, invece di agire per i suoi clienti ha deciso di citarli per alcune piccole violazioni che la band avrebbe commesso nella gestione del caso. A quel punto i Tool hanno risposto con una contro-querela... ed è iniziato un incubo legale che ha bloccato tutte le attività del gruppo.

"E' una storia davvero deprimente", ha commentato il batterista Danny Carey. "La cosa grave è che porta via davvero molto tempo. Siamo tutti cresciuti, le nostre priorità sono cambiate ed è sempre più difficile mantenere la band in pista con una routine solida. C'è chi ha dei figli. E ci sono cose da sistemare di continuo. Se metti anche questo nel quadro, capirai che è diventato tutto molto difficile e stressante".
Carey ha anche aggiunto: "Ci sta costando milioni e milioni di dollari, la difesa nella causa.

E i nostri fan dicono: 'Vogliamo un nuovo album dei Tool. Che cazzo succede?' [.] Ma in aula, nel processo, li schiacceremo. Ogni volta che siamo arrivati a un passo dall'inizio delle udienze, sono sempre state rimandate. Così abbiamo sprecato tempo, denaro e le nostre energie creative. Avevamo stipulato una polizza assicurativa per stare tranquilli ma sarebbe stato meglio non averlo mai fatto e affrontare soltanto la causa originaria".

Comunque, nonostante le grandi difficoltà, i Tool hanno - lentamente - iniziato a scrivere nuovo materiale e la parte più dura, stando a Carey, sarebbe ormai alle spalle. Sono infatti state gettate le basi per la maggior parte dei nuovi pezzi, su cui però ora va fatto un lavoro di scrematura, arrangiamento e inserimento di linee vocali. Pare anche che i nuovi pezzi, almeno nella loro forma embrionale attuale, siano più heavy delle cose passate.

Careu ha poi detto: "Spero che avremo qualcosa di tangibile inciso per la fine dell'anno. Ma vedremo come vanno le cose. Pensavo così anche l'anno scorso. Comunque stiamo facendo progressi. Abbiamo tirato fuori un po' di buone cose, specialmente nell'ultimo mese. Siamo molto felici di questo".



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