Musica digitale: per Baboom finanziamenti e quotazione in Borsa in Australia

Cerca finanziamenti sul mercato australiano Baboom, il nuovo servizio di streaming e download musicale lanciato dal fondatore di MegaUpload Kim Dotcom. La società che gestisce la piattaforma, presentata come una via di mezzo tra iTunes e Spotify, conta di raccogliere 4 milioni e mezzo di dollari australiani (circa 4,212 milioni di dollari Usa), 3 milioni dei quali sarebbero già stati collocati, per finanziare la start up con l'obiettivo - scrive Billboard - di quotarsi in Borsa entro la fine del 2014.

Baboom ha le sue infrastrutture tecnologiche in Portogallo ma la sede è in Nuova Zelanda: secondo il documento fatto circolare tra i potenziali investitori "collabora con gli artisti per costruire un servizio di download e streaming online di 'nuova generazione' comprendente streaming musicale, pagine artisti (incluse biografie, foto e video gallery), aggiornamenti social e l'opzione di scaricare i contenuti definiti dagli artisti". "Oltre a fornire molteplici fonti di ricavo", continua la presentazione, "Baboom si differenzia per la capacità di creare uno scenario vantaggioso tanto per gli artisti che per l'utente. Questi ultimi hanno la possibilità di visionare pubblicità mirate che generano 'crediti' convertibili i quali consentono di scaricare musica gratuitamente mentre gli artisti continuano a ricevere un compenso".

Coscienti della cattiva reputazione che circonda Kim Dotcom (tuttora impegnato in un vertenza legale con il governo degli Stati Uniti, che per la vicenda MegaUpload lo accusa di violazione di copyright e riciclaggio di denaro e ne richiede l'estradizione), ispiratore del progetto ma non coinvolto nella sua gestione operativa, i portavoce di Baboom assicurano che "etichette e società di collecting verranno appropriatamente ricompensate per tutto il materiale usato", aggiungendo però che una parte delle licenze verrà trattata direttamente con importanti artisti che con la società intrattengono rapporti amichevoli o con musicisti che si gestiscono da sé o non hanno un contratto discografico. Promettono inoltre soluzioni perfettamente legali, che prevedono tanto la fruizione gratuita che a pagamento dei contenuti (in quest'ultimo caso al prezzo fissato da artisti ed etichette).

Lanciato in gennaio a livello sperimentale e senza alcun battage pubblicitario, il servizio dovrebbe entrare in fase "beta" nel terzo trimestre del 2014 per poi aprirsi a tutto il pubblico interessato entro la fine dell'anno.

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