Le indie inglesi: 'Non crediamo che YouTube ci boicotterà'

Le indie inglesi: 'Non crediamo che YouTube ci boicotterà'

Nell'ambiente "indie" inglese cresce la convinzione che la diatriba con YouTube finirà per risolversi e che la società controllata da Google verrà a più miti consigli offrendo alle controparti condizioni contrattuali più eque. Lo scrive Rhian Jones su Music Week, riportando quanto affermato da alcuni esponenti dell'industria discografica indipendente inglese durante un "question time" organizzato alla vigilia di un'assemblea generale indetta dall'associazione di categoria AIM, in prima linea sulla vertenza.

Chris Goss, co-fondatore della Hospital Records specializzata in musica elettronica e drum'n'bass, spiega ad esempio di avere notato un cambio di tono da parte di YouTube dopo le proteste sollevate dal suo comportamento e la minaccia di rimuovere dal portale i cataloghi delle etichette che non accettano di firmare le licenze per il servizio di streaming in abbonamento. "YouTube", ha riconosciuto Goss, "è il primo luogo in cui si dirige chi vuole ascoltare la nostra musica, ma ha tante più probabilità di perdere di attualità quanto più perderà i suoi contenuti indipendenti. Questo è un chiaro segnale che le rimozioni non avverranno mai. Sono stati mesi estremamente difficili per tutti ed è affascinante vedere come le cose si stanno evolvendo. Potenzialmente la corrente sta girando verso, e Google si è resa conto di avere incasinato le cose". "C'è una forza nei nostri numeri, per quanto riguarda YouTube", ha aggiunto la managing director del Mute Group Shirin Foroutan (Depeche Mode, Goldfrapp, Nick Cave, Afghan Whigs). "E c'è uno spirito, nella comunità indie, che non ha lasciato spazio alle divisioni. Quel che AIM e WIN hanno fatto è straordinario: è così che si cambia il modo di fare business". "Mi sono sentita davvero rafforzata dal far parte di un gruppo che sta cercando di sfidare YouTube e di cambiare le cose, perché credo fossero convinti che tutti avrebbero ceduto", dice la fondatrice della Stolen Recordings Merida Sussex (Bo Ningen, East India Youth). "Credo che funzionerà, perché si ritroveranno a pensare di correre il rischio di perdere del materiale interessante e di apparire improvissamente una mezza schifezza. Se i ragazzi li salutassero per dirigersi verso Vimeo apparirebbero improvvisamente datati. Una volta MySpace era dappertutto e pensavamo che sarebbe sempre stato così. Invece ci vuol poco per tirare via il tappeto".

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