UK, George Michael, Arctic Monkeys e altri in maxischema di evasione fiscale

UK, George Michael, Arctic Monkeys e altri in maxischema di evasione fiscale

A far detonare la bomba, qualche ora fa, è stato il Times: secondo l'autorevole quotidiano britannico alcuni artisti inglesi di altissimo profilo come George Michael, i quattro elementi degli Arctic Monkeys, Gary Barlow dei Take That e Katie Melua - insieme a illustri professionisti, medici, legali e persino un giudice - sarebbero stati coinvolti in un maxi-schema di evasione fiscale - battezzato Liberty - che avrebbe sottratto al fisco di Sua Maestà la cifra monstre di un miliardo e duecento milioni di sterline.

A orchestrare la macchinazione sarebbe stata la Mercury Tax Group, società di investimenti di Leeds alla quale avrebbero affidato la gestione dei propri introiti le star: Michael, per esempio, avrebbe evaso oltre sei milioni di sterline limitandosi a pagarne solo 430mila sui proventi incassati, sette anni fa, dal "25 Live tour". Sempre al Mercury Tax Group si sarebbero rivolti Alex Turner, Jamie Cook, Nick O’Malley e Matt Helders, meglio conosciuti come Arctic Monkeys, che avrebbero evaso singolarmente cifre comprese tra il mezzo milione e il milione di sterline.

Katie Melua, invece, avrebbe evaso circa 850mila sterline, sempre grazie allo schema Liberty, nel 2008, esattamente due anni prima di essere insignita del Christian Aid’s Tax Superhero Award per aver - pubblicamente e fieramente dichiarato - di versare la metà dei proprio guadagni in tasse: gli avvocati della cantante, tuttavia, avrebbero già puntualizzato come l'investimento presso il Mercury Tax Group sia stato fatto su consiglio dei propri contabili di allora, e che la somma inconsapevolmente evasa sarebbe già stata versata nelle casse dello stato.

La situazione più complessa, al momento, potrebbe essere quella di Gary Barlow, il Take That già implicato, insieme ai suoi compagni di gruppo Howard Donald e Mark Owen e al manager del gruppo Jonathan Wild, in un altro schema di evasione fiscale battezzato Icebreaker: al cantante, che nello schema Liberty avrebbe investito 4 milioni di sterline, già nei prossimi giorni potrebbe essere recapitata un pesantissima cartella esattoriale.

L'agenzia delle finanze britanniche sta indagando da quasi un decennio sullo schema Liberty, che - semplificando l'esito di analisi degli inquirenti - consisterebbe nella denuncia artificiosa di grosse perdite offshore utilizzate per ottenere detrazioni fiscali in patria: una prima sentenza sulla legalità (o sull'illegalità) del sistema è attesa per i primi mesi del prossimo anno.

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