Confermato: Google compra Songza, integrazioni con Play Music e YouTube

Sarebbe decisamente più sostanziosa dei 15 milioni di dollari suggeriti dal New York Post la somma messa sul piatto da Google per acquistare Songza, il generatore di playlist in streaming adatte a tutte le occasioni che per la compilazione delle scalette punta sull'elemento umano (leggi un team di una cinquantina di esperti) invece che sulle funzioni algoritmiche. In realtà, anche se la notizia è confermata ufficialmente, l'entità della somma concordata per la transazione resta sconosciuta: è invece certo che la società di Mountain View manterrà almeno per il momento le cose come stanno, conservando l'intero staff di Songza, anche se le sue playlist - confezionate in base all'umore e le attività quotidiane degli utenti, in funzione dei momenti del giorno e anche delle condizioni climatiche - verranno incorporate nel servizio in abbonamento Google Play Music Access così da rafforzarne le funzioni di Web radio (finora generate soprattutto in automatico dagli algoritmi). "Nei prossimi mesi esploreremo i modi in cui trasportare ciò che il pubblico ama di Songza in Google Play Music", ha spiegato la società in un comunicato stampa anticipando che sono previste integrazioni anche con YouTube e altri prodotti di Google. "Non sono pianificati immediati cambiamenti in Songza", conferma una nota diramata dal servizio di "curation" musicale, "se non per renderla più veloce, più intelligente e ancora più facile da usare".

Songza, ricorda Billboard, era nato nel 2008 da un'idea di Aza Rasking (imprenditore e progettista di Mozilla) come motore di ricerca in rete di musica da diffondere in streaming; nel 2010 era stato incorporato come strumento di scoperta musicale all'interno del negozio di MP3 Amie Street, poco dopo venduto ad Amazon. Il colosso e-commerce di Seattle nè uno degli investitori principali assieme al dirigente Google John McAteer, a diverse società di venture capital, all'autore Gary Vaynerchuk, all'ex giocatore di pallacanestro Baron Davis e a Scooter Braun e Troy Carter, rispettivamente manager di Justin Bieber ed ex braccio destro di Lady Gaga.

Pur segnalato dalla federazione dei discografici IFPI come il servizio in abbonamento a più rapida crescita del 2013, Google Play Music All Access - disponibile in 28 Paesi, con un catalogo di 25 milioni di canzoni e la possibilità per gli utenti di archiviare su una "cassaforte digitale" fino a 20 mila canzoni riproducibili su ogni genere di dispositivo - è ancora molto distante, per numero di utenti, da concorrenti come Spotify. Lo scorso autunno Google aveva anche cercato di acquistare 8track, un sito che diffonde playlist generate dagli utenti ma che ha preferito restare indipendente.

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