Great White, l'etichetta italiana si difende: 'Siamo in regola, e in buona fede'

Great White, l'etichetta italiana si difende: 'Siamo in regola, e in buona fede'
E’ la Comet Records di La Spezia la casa discografica italiana che (su etichetta Horizons) ha pubblicato l’album “Burning house of love” dei Great White, contestato dai componenti del gruppo e dai familiari delle vittime per i riferimenti impliciti nel titolo al tragico incendio di West Warwick, Rhode Island, in cui, nel febbraio del 2003, perirono 100 persone (e tra esse il chitarrista della band, Ty Longley, vedi News).
Il disco ha lo stesso contenuto di “Recover”, una raccolta di vecchie registrazioni dal vivo (tutte cover) risalenti al 1989 e già uscita, per un’altra etichetta, nel 2002. La casa spezzina lo ha ristampato cambiandogli copertina e titolo, estratto quest’ultimo da uno dei brani in scaletta (una canzone degli X di John Doe e Exene Cervenka): scatenando le dure reazioni di cui Rockol ha già dato notizia (vedi News).
I legali dei Great White hanno parlato tra l’altro di pubblicazione non autorizzata, ma il titolare della Comet, Giorgio Mangora, si difende: “Non è così, i diritti li abbiamo acquisiti con regolare contratto di licenza dal titolare del master, una società del New Jersey che si chiama San Juan Music Group”, ci ha detto al telefono. “Purtroppo molti gruppi hanno il vizio, una volta ceduti i diritti di certe registrazioni, di ripensarci, ripudiando le scelte fatte. Se hanno qualcosa da ridire, è la San Juan che devono contattare”.
Resta la questione del titolo contestato, frutto di una scelta autonoma operata dall’etichetta italiana. Mangora professa anche in questo caso la sua buona fede: “Sinceramente non avevo pensato a queste implicazioni. La canzone degli X mi sembrava uno dei pezzi meglio riusciti e più rappresentativi del disco, tutto qui”.
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