NEWS   |   Industria / 24/06/2014

Discografia, Ultrasuoni e Baraonda lasciano l'AFI per PMI

Discografia, Ultrasuoni e Baraonda lasciano l'AFI per PMI

Le società discografiche e di edizioni musicali Baraonda (controllata dall'emittente radiofonica RTL 102.5) e Ultrasuoni (gestita in quote paritarie dalla Baraonda di Lorenzo Suraci, da Dimensione Galassia di Eduardo Montefusco e da Mario Volanti di Radio Italia Solo Musica Italiana) hanno lasciato l'AFI per passare a PMI. "Abbiamo preso questa decisione", spiega Suraci a Rockol, "perché riteniamo la politica di PMI più aderente ai nostri interessi e più efficiente il suo sistema di tutela dei diritti".

La domanda di adesione è stata accolta il 17 giugno scorso: "Ultrasuoni e Baraonda fanno capo a imprenditori italiani che producono dischi e dunque sono in possesso di tutti i requisiti necessari all'iscrizione", spiega Mario Limongelli, da poco riconfermato presidente PMI per un altro triennio. "Del resto, anche l'etichetta di Radio Solo Musica Italiana è iscritta a PMI già da tre anni in quanto produttrice di dischi".

Proprio PMI, insieme a FIMI, aveva trasmesso nel febbraio del 2011 una segnalazione all'Antitrust, chiedendo all'authority di verificare la regolarità di un'etichetta discografica, Ultrasuoni, gestita dagli amministratori di tre dei maggiori network radiofonici privati nazionali. L'authority non ha avuto nulla da obiettare , le vecchie ruggini sono state evidentemente superate e l'unico fronte aperto - per RTL - resta quello dei pagamenti dovuti alla collecting SCF in merito ai diritti connessi riguardanti la pubblica diffusione di musica registrata. "E' in corso una CTU, una consulenza tecnica d'ufficio disposta dal tribunale, per cercare di trovare una forma transattiva", dice Suraci. "In prima istanza il giudice aveva disposto l'applicazione delle norme di legge che prevedono il pagamento dei diritti in misura del 2 per cento sul fatturato lordo e si tratta ora di determinare le modalità di applicazione, oltre che l'entità del pregresso da saldare dal momento che da un paio d'anni abbiamo interrotto i pagamenti. Consegnata la perizia dei consulenti, credo che si arriverà presto a una soluzione".

Dall'incarico di vicepresidente SCF ha rassegnato da poco (il 6 giugno scorso) le dimissioni Limongelli, che in una lettera agli associati le ha motivate con i "numerosi impegni di lavoro sopraggiunti nell'ultimo periodo" oltre che con "l'inutilità di rivestire un ruolo" nel quale, spiega a Rockol, "non ho avuto modo di agire come avrei voluto da collante con i mandanti e consorziati indipendenti. Nessuna rottura, e nessuna polemica, dal momento che nella società continuerò a rivestire l'incarico di consigliere".