Streaming, Baboom di Kim Dotcom pronto al debutto ufficiale

E' già attiva in fase beta da gennaio Baboom, la piattaforma che Kim Dotcom - inventore di MegaUpload e nemico pubblico numero uno dell'industria discografica - ha concepito come "un ibrido tra iTunes e Spotify". Solo ora però, come rivela il sito TorrentFreak, è pronta a rivelarsi al pubblico con l'obiettivo di creare un rapporto diretto tra artisti e fan, garantendo ai primi una quota di introiti più elevati (generati principalmente dalle inserzioni pubblicitarie) e ai secondi un'esperienza di ascolto di qualità. "Baboom", ha dichiarato in questi giorni il chief technology officer Marco Oliveira, "è la prima piattaforma di streaming musicale a supportare lo streaming in formato FLAC, che distribuisce contenuti audio 'lossless'. Questo significa che gli appassionati hanno modo di ascoltare la musica esattamente nel modo in cui l'artista l'ha intesa. Non c'è degrado dell'esperienza di ascolto e si ottiene un'esatta replica di ciò che l'artista ha registrato". I file in formato FLAC possono anche essere scaricati per un successivo ascolto offline, mentre per l'ascolto in streaming - data la maggiore "pesantezza" del FLAC - è necessaria una buona connessione Internet.

Quanto ai rapporti con gli artisti, Oliveira sostiene che "dovrebbero essere responsabili delle loro carriere, invece di essere ingabbiati da contratti iniqui"; dello stesso avviso il responsabile contenuti e piattaforma di Baboom Mikee Tucker, che identifica due fattori essenziali nella strategia del servizio: "In primo luogo, lo spirito di vera indipendenza e libertà artistica che ispira la nostra visione volta a dare potere al'artista e a restituire il controllo a chi l'opera l'ha creata. In secondo luogo, il bisogno di trovare una soluzione che contrasti il declino dei ricavi e modelli di business ormai superati".

L'applicazione sviluppata da Baboom, spiega TorrentFreak, funziona come un "ad blocker" che invece di bloccare le inserzioni le sostituisce in parte con quelle selezionate dallo staff; chi non desidera installare la app può invece decidere di acquistare la musica come da un normale negozio di download. Sui ricavi generati dal servizio la società trattiene solo il 10 per cento: quali artisti abbiano deciso di concedere in licenza il proprio repertorio alla piattaforma (a parte lo stesso Dotcom, appassionato di musica EDM), al momento non è ancora dato di sapere.

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