Chi viene e chi va nella discografia italiana

Chi viene e chi va nella discografia italiana
Tempo di addii, di scambi di poltrone e di ritorni a sorpresa per la discografia italiana.
Mentre qualcuno si interroga già sulle possibili conseguenze a livello locale della recentissima acquisizione della PolyGram da parte del gruppo canadese Seagram (un’operazione che in diversi paesi, Stati Uniti in testa, sembra destinata a provocare tagli drastici al personale e ai roster artistici delle etichette coinvolte), si moltiplicano le illazioni e le voci di corridoio sul futuro di uomini, aziende e associazioni che operano sulla scena musicale nazionale.
Resta aperto, in primo luogo, il toto-elezioni in vista dell’imminente rinnovo delle cariche direttive nelle due associazioni di categoria, Afi e Fimi. Mentre Mario Limongelli (dell’etichetta indipendente NAR) resta il favorito numero uno alla presidenza Afi - sempre che l’atteso rientro nei ranghi di aziende come RTI e Sugar non sfoci in candidature dell’ultima ora - la Fimi si trova nella necessità di trovare un nuovo direttore generale da affiancare al prossimo presidente (che, stando alle previsioni della vigilia, dovrebbe essere Franco Reali, presidente BMG Ricordi e predecessore nella carica di Gerolamo Caccia Dominioni). Il posto di direttore generale, infatti, resta vacante dopo l’annuncio delle dimissioni di Ernesto Magnani, che voci ufficiose danno intenzionato ad intraprendere la carriera legale. Chi lo sostituira? Il candidato numero uno resta Enzo Mazza, oggi segretario generale della unità antipirateria della stessa Fimi, e dunque già vicinissimo al direttivo dell’associazione.
Intanto, anche in alcune case discografiche le acque restano agitate. Circola con insistenza, per esempio, la voce di un imminente divorzio tra la Sugar e Maurizio Castellani, a soli dieci mesi dall’assunzione dell’ex dirigente BMG ai vertici del gruppo capitanato da Caterina Caselli e dal figlio Filippo.
Ma resta sempre la EMI la casa discografica a maggior rischio “sismico”, dopo l’entrata in carica del nuovo presidente Riccardo Clary: soprattutto, stando a quanto si sussurra, nei reparti dell’artistico e del marketing (locale, internazionale e strategico). Nei giorni scorsi ha lasciato l’azienda anche il direttore del personale, Giuliana Nicola, sostituita ad interim dal direttore affari legali Gianluigi Chiodaroli. Intanto il predecessore di Clary, Roberto Citterio, si appresta ad aprire un locale notturno in collaborazione con Enrico Rovelli, ex manager di Vasco Rossi. Il megaclub, che dovrebbe chiamarsi Alcatraz under 21, si trova in via Valtellina, a Milano, ha una capienza di ben 4 mila posti e sarebbe costato 8 miliardi di lire. L’inaugurazione ufficiale è prevista per settembre, mentre un primo clamoroso vernissage avrebbe dovuto avere luogo tra qualche giorno, con un party di benvenuto ai Rolling Stones ‘saltato’ a causa del rinvio del concerto italiano della band.
In mezzo a tanti “desaparecidos”, per finire, un ritorno clamoroso: quello di Freddy Naggiar, factotum della Baby Records, geniale inventore delle compilation e protagonista di una fortunatissima stagione di successi nel decennio 1978-87, con nomi legati alla dance made in Italy e alla canzone “nazionalpopolare” (Ricchi e Poveri, Al Bano e Romina...). Tutto è pronto per il ritorno in grande stile: Naggiar ha già messo sotto contratto nuovi artisti (anche stranieri), ha firmato nuovi accordi di distribuzione internazionali e si appresta a riprendere le operazioni con il vecchio marchio dal suo tradizionale quartier generale di via Timavo a Milano.
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