Cuffie Beats, impedito ai calciatori usarle negli stadi dei Mondiali in Brasile

Era già accaduto alle Olimpiadi di Londra del 2012, è successo di nuovo ai Mondiali di Calcio in corso in Brasile: indossate da molti giocatori, le cuffie Beats trovano anche in questa occasione una formidabile vetrina e una potentissima occasione di pubblicità gratuita. La cosa, ovviamente, non è affatto gradita agli sponsor ufficiali della manifestazione tra cui figura la Sony, a sua volta produttrice di una linea di cuffie stereo portatili: tanto che la FIFA, la federazione internazionale del gioco del calcio, è intervenuta per bandirne l'uso negli stadi, negli spogliatoi e in tutti gli eventi mediatici legati alla manifestazione.

Per la società di Jimmy Iovine e Dr. Dre, sostengono alcuni osservatori, i benefici potrebbero risultare superiori al danno: "Quando gli appassionati vedono gli atleti della Coppa del Mondo indossare le Beats nel loro tempo libero, e per libera scelta, l'impatto è uguale a quello che si verifica quando li si vede allacciarsi le loro Adidas o sorseggiare una bevanda sponsorizzata", ha spiegato alla Reuters Ellen Petry, già dirigente di Google e Apple. "Forse anche di più, in realtà. Beats non è uno sponsor, e così il messaggio risulta più autentico e credibile". A Londra, due anni fa, era successo qualcosa di simile: Beat aveva rifornito gratuitamente di cuffie centinaia di atleti, tirando uno sgambetto allo sponsor ufficiale Panasonic; alcuni lo chiamano "marketing imboscata", e comporta ovviamente il rischio di vertenze legali con gli sponsor ufficiali. "Non tendiamo imboscate", ha replicato a Billboard un portavoce della società. "Musica e sport sono i nostri punti deboli, e non facciamo altro che ricavarci uno spazio".

Beats sta approfittando dei Mondiali in Brasile per promuovere la nuova linea di cuffie Solo 2 e il suo servizio di streaming musicale con la più grande campagna pubblicitaria orchestrata nei suoi sei anni di attività: la promozione, intitolata "Game before the game", prevede la diffusione di diversi "corti" pubblicitari presentati in cinque lingue diverse e in nove Paesi.

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