Sanremo, i vincitori in sala stampa

Sanremo, i vincitori in sala stampa
Arrivano in sala stampa i vincitori dei diversi premi assegnati nel corso dell’ultima serata del Festival di Sanremo (vedi News). Il primo ad affrontare la platea è Mario Venuti, al quale si chiede un’opinione sulla graduatoria finale. “Sul sistema di votazione ci sono sempre state opinioni contrastanti” risponde il vincitore del Premio Mia Martini assegnato dai giornalisti. “Io penso che sarebbe bene tener conto anche del parere di una giuria di esperti, ma quest’anno queste erano le regole, e bisogna accettarle. Evidentemente le giurie popolari apprezzano particolarmente le belle voci piene; io ho un canto più sommesso, e questo forse mi rende meno immediatamente gradito al grande pubblico. E’ gratificante e conferma le mie scelte aver ricevuto un premio dai giornalisti e anche un premio dalle radio: vuol dire che faccio bene a cercare di rimanere in equilibrio fra canzone pop e canzone d’autore”.
“Meglio di così non mi poteva andare” dice Bungaro: “l’importante è far bella figura e ricevere un riconoscimento”.
Mario Rosini: “Non pensavo di arrivare così in alto: sono appagato, e spero di continuare a poter portare avanti il mio discorso musicale. Amo tutta la musica, ma prediligo la canzone melodica, nel solco della tradizione italiana. ”.
Linda: “Provo incredulità... la stessa che ho provato quando ho saputo di essere stata ammessa al Festival, ma molto più grande. Sono estasiata, non ho parole”.
Marco Masini: “Il fatto di essere in alto in classifica già il primo giorno era il segno che avevo già raggiunto un obbiettivo importante: ritrovare un pubblico che avevo un po’ perso per strada. Sapere che i segnali delle varie radio erano così concordi mi faceva piacere, perché da un po’ di tempo le radio trascuravano le mie canzoni. E la mia vera voglia era quella di incontrare di nuovo il pubblico, più che di vincere il Festival. Dedico la mia vittoria ai miei collaboratori: Mario e Olly Ragni, Marco Poggioni, e naturalmente ai miei amici Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni. Ma la prima dedica è per mia madre, che mi starà guardando dall’alto, e la seconda è per Mia Martini, che ha sofferto le stesse cose che ho sofferto io. Io ho cercato di reagire e ce l’ho fatta, lei non ce l’ha fatta, purtroppo. Credo di aver fatto molte brutte canzoni e anche tanti sbagli: non mi considero vittima di qualche ingiustizia, sono consapevole di aver commesso molti errori. Un successo come quello che ho avuto io negli anni Novanta mi ha fatto pensare di aver acquisito un feeling eterno col pubblico; sono rimasti solo i fedelissimi, invece, e gli altri se ne sono andati. So che una parte di quello che mi è successo è stata colpa mia, e spero di aver imparato dai miei errori. Ritrovarsi con Mario Ragni, la persona che mi ha fatto iniziare questa carriera, non è stato premeditato: ci siamo rimessi in contatto e il caso ha voluto che tutto andasse per il meglio. Non sempre succede: da Giancarlo Bigazzi, che saluto e ringrazio per le molte cose che mi ha insegnato, avevo ‘divorziato consensualmente’, poi ci eravamo ritrovati dopo due anni, ma con lui non aveva funzionato. Sono contento che il Festival della Canzone italiana abbia premiato la canzone italiana tradizionale, melodica. Se pensavo di vincere? Ma, non lo so: sentivo che alcuni rivali erano pericolosi, bravissimi, ed ero ovviamente preoccupato della loro concorrenza. Sapevo che l’unica mia forza era la capacità di ritornare ad emozionare il pubblico come avevo saputo fare in passato. Simona Ventura, di passaggio per i saluti alla sala stampa (domani sarà a Milano per “Quelli che il calcio”): “Adriano Celentano è l’artista più carismatico che io abbia mai incontrato: sono felice di essere riuscita, insistendo, a convincerlo a cantare stasera”.
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