'Saga' a Reggio Emilia a giugno: la presentazione di Giovanni Lindo Ferretti

'Saga' a Reggio Emilia a giugno: la presentazione di Giovanni Lindo Ferretti

"Saga, il canto dei canti", l'"opera equestre" scritta da Giovanni Lindo Ferretti, dopo una prima esecuzione l'anno scorso, tornerà in scena il 20, 21, 22 e 23 giugno 2014 ai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia: lo spettacolo, che andrà in scena "alla luce naturale del tramonto", a partire dalla 19, è stato presentato per mezzo di uno scritto dallo stesso ex frontman dei CCCP e CSI.

MMXIV

Il 2014 nel millenario zodiaco cinese è l’anno del cavallo. Nelle secolari ricorrenze è il 700° anniversario del rogo che segnò la fine della Militia, la cavalleria cristiana. Nell’annuario di SAGA è il numero 3, non sembri poco: nell’incompiutezza di una visione stridente con il reale ed ancor più con l’immaginario contemporaneo, realizzare un Teatro Equestre Barbarico Montano è impresa folle, fallimentare. Eppure ciò che deve accadere, accade e la Corte Transumante di Nasseta, libera compagnia di uomini cavalli e montagne, scende in città per il terzo anno consecutivo, accolta dai Chiostri benedettini di San Pietro, la più sorprendente cavallerizza della modernità.
Ciò che fu, ciò che è stato: canto eroico dei Canti, canto sempre cantato

Era un canto sommesso a due voci: l’anno che viene è sterile … l’anno che viene è fertile … l’anno che viene vuole attenzione … a scandire l’inizio del primo SAGA, correva l’anno 2012, Assolo e Assenzio, puledri maremmani nati con il teatro, festeggiavano il primo anno di vita. Allertati a tutto ciò che si muove, allertati nell’immobile. Occorre essere attenti …

Il 2013 è stato l’annus horribilis ma l’abbiamo traversato, siamo scampati. L’accordo pubblico privato, moderno patto da cui era scaturita l’idea del teatro equestre si è rivelato nullo, un millantato credito, mentre fiorivano opportunità insperate, si intrecciavano rapporti, crescevano le aspettative e cresceva il branco. Nascevano Canusiae e Cangrande; era già arrivato M. Athos, puledro maremmano come Assolo e Assenzio, ma escluso dall’albo genealogico in quanto non corrispondente ai nuovi parametri di razza. Ci ha scelto Lui, non abbiamo potuto dirgli di no. Così nel secondo anno di SAGA tre giovani stalloni in libertà giocavano allenando la propria agilità, misurandosi nella forza. Impennate e tonfi, zuffe, fughe e stoppate, dietrofront, galoppi in cadenza. Affinché l’ardore non li travolgesse, appena prima che il gioco incattivisse e sfogasse in violenza a stabilire una gerarchia, Marcello, signore dei cavalli, entrava nell’arena, li chiamava a sé inginocchiandosi e tutti 3 correvano a Lui ad omaggiarlo nella fiducia dovuta all’autorità naturale, quella che in virtù della sola presenza quieta le tensioni e ristabilisce l’ordine.
La libertà è una forma di disciplina

Assolo, Assenzio, M. Athos, sono immagine vivente di SAGA: un teatro difficile da collocare, complesso da raccontare, tutto in divenire ma ben radicato nell’arcaico patto che, nella notte dei tempi, stipularono antichi uomini ed antichi cavalli. Un patto di mutuo soccorso, di reciproca convenienza, ben lontano dall’aver esaurito le proprie potenzialità. Ne siamo certi.
La rivoluzione industriale, tesa al materiale, riconosceva ancora il cavallo come elemento fondante la civiltà e gli rendeva merito nominando cavallo vapore l’unità misura della potenza meccanica. Nella rivoluzione tecnologico digitale, forzata ad una dimensione virtuale, la realtà sfuma nell’immateriale e la cultura, in forma di comunicazione, pretende di ridurre la natura ad artificio obsoleto. Basterà digitare: <> per liberarsi della condizione umana? Per qualche millennio la civiltà è stata anche una cavalcata. Il racconto cadenzato sul ritmo del passo, del trotto, del galoppo, della carica; il fermo di un accampamento, il sostare di un bivacco.
Quanti e quali disturbi psichici e disagi fisici dovrà curare l’ippoterapia?
Cavalcare è la cosa più naturale e al contempo la più innaturale tanto per l’uomo quanto per il cavallo. La fusione mitologica dei due esseri nel centauro, simbolo di saggezza quanto di violenza bestiale, non svela l’enigma: a chi compete la furia e a chi il controllo?

La libertà è una forma di disciplina: Assolo, Assenzio, M. Athos, nell’anno di grazia 2014, vi si dedicano. Brevi sessioni alla corda, alle redini lunghe, montati, per sviluppare la muscolatura, fortificare le membra, rasserenare lo sguardo; lavorano per acquisire padronanza delle proprie capacità ed affinare l’intesa con il cavaliere. Si preparano all’investitura: esser destriero, come l’uomo dovrebbe prepararsi alla propria: diventare cavaliere.
Il morso è un leggero contatto alla mano, un equilibrio di grazia tra volontà e potenza. La staffa concede una seduta eretta che poggia salda sui piedi. Morso e staffa sono due elementi del cammino, sulla terra, dell’uomo. Due doni barbarici.
Nel terzo anno di SAGA, 2014, a correre, saltare e impennarsi, ad azzuffarsi saranno Canusiae e Cangrande che l’anno scorso, una di 2 mesi e l’altro di 20 giorni, sono entrati in scena con Verbena e Tetide, loro madri, solo per farsi ammirare. Consapevoli, noi e loro, che il mistero più bello, quello che mai ci si stanca di contemplare, è la vita che prorompe: cuccioli d’uomo e d’animali.
Da qui bisogna sempre ripartire.

(vedi alla voce: bar bar; vedi alla voce: oracolo; occhio alla triade: ferro fuoco fabbro, per non perdere le tracce)

Ferretti Lindo Giovanni
per la Corte Transumante di Nasseta


I biglietti per lo spettacolo sono disponibili sul sito www.sagaoperaequestre.it al prezzo di 20 euro. I minori di 10 anni e i maggiori di 80 anni verranno ammessi gratuitamente.

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