Bottoni, t-shirt (e forse dischi): nel 2015 tornano in auge i Jefferson Airplane

Bottoni, t-shirt (e forse dischi): nel 2015 tornano in auge i Jefferson Airplane

Giugno 1966: i Jefferson Airplane partecipano a un festival al Cow Palace di San Francisco, promosso dalla radio KFRC e con i Beach Boys in veste di headliner (in cartellone, tra gli altri, anche Lovin' Spoonful, Chad & Jeremy, Percy Sledge, i Byrds e il Sir Douglas Quintet). In quell'occasione un gruppo di fan distribuisce al pubblico bottoni e sticker da applicare sul paraurti dell'automobile con la scritta "Jefferson Airplane loves you": Grace Slick non è ancora in formazione, ma il gruppo capitanato da Marty Balin e Paul Kantner è già il più "cool" della Baia con un'immagine pronta da sfruttare commercialmente a dispetto dell'etica hippie che la contraddistingue. I Jefferson erano nati un anno prima, nel 1965, e in previsione del cinquantesimo anniversario è in cantiere per l'anno prossimo una campagna incentrata sul merchandising della band e orchestrata dalla quasi neonata (ha un anno di vita) agenzia di licensing Epic Rights.

Con la legalizzazione della marijuana in Colorado e nello Stato di Washington, scrive l'Hollywood Reporter che ha pubblicato per primo la notizia, il vento spira a favore di un revival dei Jefferson e della loro immagine psichedelica-floreale fortemente influenzata dalla "cultura della droga": "Ci sono i baby boomer, che oggi hanno tra i 60 e i 70 anni, ma anche un sacco di gente più giovane che a sua volta partecipa alla rinascita di interesse nei riguardi di questa cultura: tutto ciò che è vintage ora si vende benissimo", ha spiegato all'HR l'amministratore delegato di Epic Rights Dell Furano, vecchia colonna del Winterland di San Francisco che sempre nel campo del licensing ha lavorato per Sony e per Live Nation.

L'episodio che gli ha fatto scattare in mente l'idea, racconta, è avvenuto circa sei mesi fa, quando casualmente ha riascoltato in radio "White rabbit", l'hit datato 1967 e firmato da Grace Slick che conteneva nel testo ispirato ad "Alice nel Paese delle meraviglie" di Lewis Carroll un esplicito invito all'uso dell'LSD e all' "espansione della coscienza" ("Feed your head", nutri la tua testa, recita l'ultima strofa).





"Ogni tanto", ha raccontato, "si trovano delle vere proprie gemme non ancora sfruttate, e che pure hanno esercitato grande influenza". Deciso a mettersi in azione, Furano ha contatto l'ex manager (ora settantenne) degli Airplane, Bill Thompson, che tuttora gestisce, e in parte possiede, i diritti del gruppo assieme alla Slick: nell'operazione potrebbe essere coinvolta anche la Sony Music, detentrice dei diritti del catalogo discografico e potenzialmente interessata a una nuova serie di ristampe.

Nella campagna, che Furano conta di definire in dettaglio quest'estate, dovrebbe finire di tutto, e per tutte le tasche: spille, bottoni, decalcomanie, bigiotteria, cartoline di auguri, bastoncini di incenso, plettri per chitarre ma anche borse, sciarpe, scarpe, t-shirt, cappelli, pigiami e accessori di ogni tipo. L'ad di Epic Rights sostiene di voler spartire i proventi con gli ex membri della band Jorma Kaukonen, Jack Casady e Paul Kantner (citato in giudizio da Thompson e dalla ex moglie Slick nel 2008 per avere continuato ad esibirsi con il marchio Starship: la causa si è chiusa con un accordo extragiudiziale); stranamente non fa menzione di Marty Balin, che dei Jefferson fu il fondatore. "Le copertine dei loro dischi - "Surrealistic pillow", "After bathing at Baxter's", "Crown of creation" - erano stupefacenti opere d'arte che continuano tutt'oggi a ispirare artisti, musicisti e designer", ricorda a proposito dei Jefferson. "Puntiamo a catturare l'essenza della band per creare un programma esclusivo di licenze che ricordi quell'epoca ma sia significativo anche per i consumatori di oggi".

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