Napster sfida Apple e iTunes: con l'appoggio di Microsoft

Napster sfida Apple e iTunes: con l'appoggio di Microsoft
La vecchia bandiera della “pirateria” digitale, ormai trasformata in un'impresa commerciale a tutti gli effetti con il beneplacito dell'industria discografica, festeggia il traguardo dei cinque milioni di download legali, mette a budget 2004 20 milioni di dollari di fatturato con la musica on-line e si prepara a sferrare il suo attacco ad Apple Computer e all'iTunes: con l'appoggio, dietro le quinte, di Microsoft.
Il colosso di Seattle, che mal digerisce la leadership nel settore del concorrente californiano, collabora attivamente con una dozzina di negozi digitali che utilizzano il software audio WMA per pc, ma avrebbe scelto proprio Roxio, la società che oggi controlla il marchio Napster (vedi News), per portare la sua sfida ad Apple Computer. La presenza capillare di Microsoft come fornitore di programmi sul mercato della musica digitale non sta pagando, per ora, secondo le attese: stime recenti di Nielsen Soundscan attribuiscono alle piattaforme musicali che utilizzano il formato WMA non più del 30 % del mercato, mentre il resto sarebbe ancora nelle mani di iTunes. Di qui la decisione dell'azienda di Bill Gates di puntare su un cavallo solo: Napster dispone già di una versione “branded” e personalizzata di Windows Media Audio, e i programmi installati nei nuovi pc Microsoft Media Center contengono un link automatico al suo sito Web.
La strategia (mai ufficializzata) dei due alleati avrebbe per obiettivo quello di imporre Napster come negozio leader tra quelli che utilizzano la tecnologia Microsoft: a quel punto, considerando il fatto che con il software WMA funzionano una sessantina di lettori digitali portatili oggi in circolazione, alcuni dei quali a prezzi molto competitivi, l'attacco al predominio di iTunes e di iPod potrebbe diventare concreto.
Tra Apple e Roxio la rivalità ha già raggiunto toni accesi, del resto: un giornale californiano, il San Josè Mercury News, ha riportato la notizia secondo cui Napster avrebbe dovuto stampare il suo logo sui nuovi computer della Hewlett-Packard. Quando quest'ultima ha poi chiuso un accordo con Apple (per la distribuzione, dalla prossima primavera, di una propria versione dell'iPod), gli sarebbe tornato indietro un assegno già staccato da 250 mila dollari; Napster si è poi rifatta chiudendo un accordo commerciale con un la Samsung, costruttore di lettori digitali portatili che fanno concorrenza all'iPod.
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