Mazza (Fimi) e Rockol: faccia a faccia su Sanremo (3)

Terza e ultima parte del faccia a faccia tra Enzo Mazza (direttore generale della Fimi) e Franco Zanetti (direttore di Rockol) a proposito del Festival di Sanremo alle porte e delle infinite polemiche che l'hanno preceduto. Le due “puntate” precedenti del dibattito sono state pubblicate da Rockol mercoledì e giovedì e sono recuperabili nell'archivio delle news.

Zanetti. Il reality show non vi piace, d'accordo. E a maggior ragione dovreste essere felici e contenti di non esserci, al Sanremo di quest'anno. Ricapitolando: non siete ostili a Tony Renis, e vorrei vedere: quando si trattava di lanciare Nikka Costa o di vendere Andrea Bocelli all'estero nessuno ricordava le sue amicizie con John Gambino. Non siete ostili alla Rai, se non per il suo comportamento recente. Siete ostili, invece, alla formula di questo festival. Ammesso che chi è ai vertici delle aziende Fimi sappia come fare uno spettacolo televisivo – e ho i miei dubbi, perché secondo me molti non sanno fare neanche i dischi – perché non diventate co-produttori di un evento alternativo? A Mantova, a Venezia, a Capri, o dove volete voi? Preso atto che la Rai è padrona di Sanremo, e che questo Sanremo non vi piace, perché non scegliere un'altra città e altri organizzatori? Con santa pazienza, si potrebbe cominciare a costruire qualcosa di diverso.

Mazza. Ma uno show noi ce l'abbiamo già, e sono gli Italian Music Awards…

Zanetti. E allora perché non avete pensato di farne, già quest'anno, un evento in alternativa a Sanremo? Magari piazzandolo in TV al venerdì, proprio nella serata che il festival dedica al revival? Volevo vedere se quelli di Italia 1 non mettevano in campo tutta la loro potenza di fuoco per vincere la guerra degli ascolti. Magari convincendo a intervenire Vasco Rossi e Ligabue. A cosa servirebbe? A dimostrare che è il cantante che fa l'evento, non il contrario. Non ci avete pensato?

Mazza. No. E in ogni caso tutto il procedimento era già troppo avanzato, la academy aveva già votato. Stiamo pensando di spostare nuovamente la cerimonia di consegna dei premi tra febbraio e marzo, l'anno prossimo, ma per un altro motivo: è più facile trattare con gli ospiti internazionali che sono già in Europa per partecipare agli NRJ francesi, ai Brit Awards e agli Echo Awards, mentre alla vigilia di Natale tutti tornano a casa per le feste. Hai citato Mantova: ma quello non mi sembra un evento industriale, che ha come obiettivo la vendita dei dischi. E' un evento culturale, i cantanti ci vanno come vanno al Tenco.

Zanetti. Anche a Mantova, secondo me, non hanno fatto la scelta giusta: è sbagliato farlo nella stessa settimana di Sanremo.

Mazza. La connotazione politica che quest'anno si è voluto dare a festival e controfestival è un danno per tutti. Siamo alle solite: la politica continua a occuparsi di musica solo per i suoi aspetti più superficiali. Ci si continua a preoccupare che gli artisti vadano ai festival di partito, mentre da sei anni langue un progetto di legge sulla musica. Per gli stessi motivi, i politici si occupano di musica nel momento in cui c'è Sanremo e si può andare a Porta a Porta o rilasciare interviste sui giornali. Tutti disquisiscono sui propri gusti in fatto di canzonette, quando invece dovremmo preoccuparci del fatto che di canzonette non se ne faranno più se continuano a mancare gli incentivi alla produzione. Il rapporto musica-politica è sempre stato un rapporto strumentale, di superficie più che di contenuti.

Zanetti. . Sono d'accordo. E infatti sono convinto che Dalla Chiesa il festival di Mantova lo organizzi per fini suoi, non per il bene della musica. Torno alla proposta di un festival alternativo: piuttosto che cercare di spostare una corazzata come Sanremo, che sta maestosamente andando alla deriva, perché non partire da zero con qualcos'altro?

Mazza. Forse non è il momento, coi tempi che corrono. Per il mercato è forse più utile ragionare sui canali musicali tematici, o sul Webcasting, pensare alla distribuzione on-line…

Zanetti. E intanto niente Sanremo. Anche per il 2005?

Mazza. Vedremo se, conclusa questa edizione, le aziende che rappresentiamo riterranno utile tornare ad un tavolo di trattative. Il mercato sta cambiando velocemente, i canali di promozione e anche i proventi dell'industria si stanno modificando: da qui al 2008 una buona fetta degli introiti industriali sarà legata ai diritti connessi, sempre meno alla vendita dei Cd. Allora perché non fare lobby presso le reti Tv perché creino sempre più canali tematici dedicati ai vari generi musicali, dalla classica alla dance, dal rock al jazz? Bisogna provare a fornire al consumatore evoluto di musica un'offerta televisiva più vicina alle sue esigenze.

Zanetti. Eppure non è passato molto tempo da quando l'industria sperava ancora che il festival di Sanremo potesse dare uno scossone al mercato. Stiamo parlando di due, tre anni fa.

Mazza. Fino al festival di Fazio…

Zanetti. Non è che nel frattempo è cambiato anche il modo in cui si producono le canzoni destinate al festival? Che magari è peggiorato il metodo con cui si prepara il materiale da presentare in gara?

Mazza. Non direi, a Sanremo ci sono sempre state canzoni belle e canzoni brutte. E' il meccanismo di selezione dei brani, che noi abbiamo sempre e apertamente contestato, a produrre effetti aberranti. Ancora di recente, in un incontro con la Rai, avevamo proposto la nomina di un direttore artistico permanente che con uno staff di collaboratori facesse attività di scouting continua per tutto l'anno. Sentita l'industria e gli esperti del settore, la commissione avrebbe potuto selezionare con più precisione gli artisti da portare al festival…

Zanetti. Sulle pagine di Rockol ho fatto una proposta del genere esattamente due anni fa: "Sarebbe il caso che il direttore artistico iniziasse seriamente a guardarsi intorno - non necessariamente da solo - per monitorare la nuova scena italiana, affinché sia possibile invitare... giovani interpreti e musicisti che effettivamente rappresentino i migliori fermenti musicali italiani (ce ne sono, ce ne sono), anziché affidarsi a strutture di preselezione che non risultano del tutto esenti da ipotesi di confltto d'interessi". E sono stato (facile) profeta anche sull'Accademia…

Mazza. Il problema sono le selezioni realizzate sul modello di un concorso pubblico, con migliaia di brani che piovono sul tavolo della commissione artistica. E' chiaro che così qualcosa scappa, che si lasciano fuori artisti che magari esplodono pochi mesi dopo, durante la stagione estiva. Vedi il caso dei Lùnapop.

Zanetti. O di Valeria Rossi.

Mazza. E' questa formula che ha trasformato Sanremo in una roulette. L'industria l'ha accettato, ma poi ad un certo punto il sistema è crollato.

Zanetti. Quindi se Sanremo sparisse nel 2005 nessuno ne sentirebbe la mancanza?

Mazza. Forse solo il Comune…

Zanetti. Questo è un altro capitolo. I ristoratori e gli albergatori di Sanremo, insieme a chi li amministra, indipendentemente dal colore politico, meritano di andare in malora. Che altro dire di un posto dove al sabato, serata finale del festival, le pizzerie chiudono a mezzanotte? Mi piacerebbe capire dove sarebbe possibile trovare un'accoglienza più generosa. Anche Venezia, a sentire chi frequenta il festival del cinema, è un posto dove è difficile trovare da mangiare e da dormire a prezzi umani.

Mazza. . Per ora noi pensiamo soprattutto a far crescere gli Awards. Se avranno successo dipenderà anche dagli artisti, se decideranno di sostenerli oppure no.

Zanetti. Ma anche lì è il metodo che non funziona. Le liste dei nomi da votare sono compilate solo sulla base degli artisti finiti in classifica. E le scelte finali finiscono per premiare la notorietà, non il merito. Un'alternativa vera a Sanremo potrebbe essere una cosa diversa: una competizione tra le 24 canzoni che nel corso dell'anno hanno venduto di più. Canzoni già edite, già conosciute dal pubblico, già premiate dal successo. I 24 artisti salgono sul palco per riproporle, e una academy sceglie la canzone dell'anno. Se vogliamo i talenti nuovi, mettiamoci anche quelli: e si torna al circolo virtuoso dei cantanti di successo che aiutano gli sconosciuti ad emergere. Sarebbe bello che qualcuno ci provasse…
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