Sanremo e dintorni: faccia a faccia tra Enzo Mazza (Fimi) e Rockol

Sanremo e dintorni: faccia a faccia tra Enzo Mazza (Fimi) e Rockol
Pochi giorni allo start del festival di Sanremo più avvelenato e discusso della storia, stando almeno alle premesse della vigilia. Un buon pretesto, ha pensato Rockol, per imbastire un faccia a faccia tra il nostro direttore, Franco Zanetti, ed Enzo Mazza, direttore generale dell'associazione (la Fimi) che rappresenta i grandi assenti dalla manifestazione, le major discografiche (e non solo). Un'occasione di confronto tra due voci che sul Sanremo targato Tony Renis hanno punti di vista differenti, e che qui riaffrontano il tema aprendolo, inevitabilmente, ad argomenti collegati (la linea editoriale adottata sul festival dalla stampa quotidiana e specializzata, Rockol compreso; e poi il “controfestival” di Mantova, gli Italian Music Awards e ipotesi alternative per una rifondazione della gara canora più amata e odiata dagli italiani). La lunga chiacchierata, che si è svolta nel pomeriggio di venerdì 20 febbraio negli uffici della Fimi, viene qui riportata quasi integralmente, con qualche inevitabile intervento in fase di “editing” e di montaggio, e spezzata in tre “puntate” che Rockol pubblica da oggi fino a venerdì. Buona lettura.

Mazza . Anticipo subito uno dei probabili temi di discussione. Da più parti mi si chiede perché, dopo il disimpegno Fimi da Sanremo, continuiamo a intervenire pubblicamente, e ripetutamente, sulla questione festival. Ne faremmo volentieri a meno, se non venissimo continuamente tirati in ballo: lo fanno continuamente i media, lo fa chi per conto di Sanremo cura la comunicazione. Su di noi, sull'atteggiamento e le prese di posizione dell'associazione, circolano informazioni false e tendenziose: si tenta ad esempio di dimostrare nostri presunti tentativi di boicottare la manifestazione. Di recente, mi sono sentito in dovere di replicare a un'intervista che Tony Renis ha rilasciato al quotidiano Il Secolo XIX, ma questo è solo un episodio in una rassegna stampa che ogni giorno si fa più fitta: ci accusano di avere detto di no al festival per quattro lire, di essere preoccupati dal fatto che lo spettacolo possa avere successo. E poi ci tocca leggere le dichiarazioni di Franco Donato, che attribuisce all'Afi il 25 % del mercato. Di fronte a questi episodi siamo costretti a intervenire, a tutelare i nostri associati. Ci si chiede anche perché abbiamo cercato di negoziare fino all'ultimo, se oggi il festival rappresenta il 2 % delle vendite discografiche. Lo abbiamo fatto per cercare di cambiare finalmente le cose, per tentare di costruire un evento che fosse diverso dal passato. E c'è stato un fraintendimento di fondo: che Fimi abbia deciso di non partecipare non implica un obbligo di fare altrettanto da parte delle singole aziende. Qualcuno ha deciso di andarci comunque, a Sanremo; qualcuno di portarci ospiti internazionali, e così via. Ma dal nostro punto di vista il festival, così com'è, è un evento decotto, sotto il profilo industriale. Che poi ci si sieda ancora tutti insieme ad un tavolo per renderlo più funzionale al mercato, nel futuro prossimo, è una cosa tutta da vedere.

Zanetti. Comincio col dirti che mi fa piacere che la Fimi non ci sia, in questo Sanremo. In un carteggio privato di qualche tempo fa, che a suo tempo mi avevi autorizzato a diffondere, concludevi dicendo che avremmo potuto bollarvi come dei quacquaraquà, se al festival, alla fine, ci foste andati lo stesso. Per questo sono contento che Fimi abbia tenuto fede ai suoi impegni: ma mi sembra che siate voi, oggi, a dispiacervi di non esserci, a Sanremo. Perché non restate alla finestra a guardare quel che succede, invece di continuare a battibeccare ogni tre per due?

Mazza. Per i motivi che dicevo prima. Le nostre posizioni vengono spesso travisate o non riportate correttamente. Mi pare che un giornale straniero come Billboard abbia assunto sulla questione una posizione più equidistante e più asettica dei media nazionali. Si è insinuato, in Italia, che noi abbiamo fatto pressioni negli Stati Uniti per bloccare l'arrivo degli ospiti internazionali a Sanremo. Ma se la Rai ha scelto Renis proprio per le sue amicizie nell'ambiente artistico americano! Sembrava bastasse un suo schiocco di dita per far arrivare Barbra Streisand e Celine Dion. Se poi questo non è successo, è evidente che qualcos'altro non ha funzionato. Troppo facile scaricare la colpa su di noi: che tra l'altro abbiamo ben altri problemi da affrontare, in questo momento, tra crisi di mercato e pirateria…Ma niente da fare, alla stampa in questo momento interessa parlare solo di Sanremo.

Zanetti. Non gliene si può fare una colpa. La testata che rappresento, Rockol, è “favorevole” a Sanremo. Lo è sempre stata, e al festival ci siamo sempre andati in forze investendo fior di soldi per seguire l'evento come merita. Mi sono sentito criticare, da te, un “banner” sul festival pubblicato sulla home page del sito. Preciso che si tratta di uno spazio di carattere promozionale/editoriale che sul festival – è sottolineato esplicitamente – riporta una rassegna stampa selezionata. Mentre non mi pare di aver mai taciuto od omesso, nella sezione dedicata alle notizie e all'informazione, richieste di interventi o precisazioni da parte vostra. Se pensi che Rockol lo abbia fatto, vorrei che mi precisassi in quali circostanze. Se invece il tuo discorso si riferisce genericamente agli atteggiamenti di certa stampa, allora stai dicendo un'altra cosa. Devo dire, e l'ho già scritto proprio su Rockol, che sono rimasto molto sorpreso dall'atteggiamento genericamente benevolo che i giornalisti dei quotidiani – Mario Luzzatto Fegiz sul Corriere, Gino Castaldo su la Repubblica, Marinella Venegoni su La Stampa – hanno adottato finora nei confronti di questo festival: me li aspettavo allegramente sarcastici, e invece me li sono ritrovati prudentemente attendisti. Non so se sia merito dell'ufficio stampa del festival, o se siano preoccupati perché hanno ricevuto delle minacce… (scherzo, ovviamente). Personalmente, posso dire che questo Sanremo mi incuriosisce certamente più di quello dell'anno scorso. E mi domando anche se qualcun altro avrebbe potuto fare di meglio del povero Renis, con tutte le difficoltà ambientali che si è trovato a dover affrontare. Non lo dico perché mi stia simpatico o antipatico: ma non capisco perché dovrei assumere una posizione aprioristica nei suoi confronti.

Mazza. Le critiche al “banner” di Rockol si riferivano al fatto che in quello spazio si dipinge Sanremo in chiave esclusivamente positiva, come se non ci fossero altri punti di vista. Non voglio dire, anche spostando il discorso su un piano più generale, che si sia cercato di mettere la sordina alla nostra voce, mentre cercavamo ripetutamente di spostare l'attenzione anche sugli altri problemi del settore: ma intanto i giornali si interessano solo ad un evento che, quest'anno, avrà una presenza televisiva ancora più ingombrante, mentre la nostra volontà di stimolare una riflessione su quel che sta accadendo intorno è passata non in secondo, ma addirittura in terzo piano. E il problema è che questo succede nei media specializzati, tra chi si occupa di spettacolo. Mentre a livello politico, persino all'interno della maggioranza, qualcuno ha cominciato a chiedersi perché, dopo 53 edizioni, Sanremo si svolge per la prima volta senza la partecipazione della grande industria: evidentemente, è un problema che va al di là dei mancati rimborsi spese. Davanti ad un mercato in declino, di fronte a un evento che ha perso la sua centralità industriale, si insiste a vedere nella nostra posizione un atteggiamento di ripicca, una volontà di danneggiare un evento che fa parte del costume e della tradizione italiana. Tirando in ballo le solite multinazionali, quando alla Fimi come sappiamo aderiscono molte aziende indipendenti italiane. Si parli pure del festival, sui mezzi di comunicazione: ma poi dei problemi veri della musica non si occupa nessuno.

Zanetti. Ma nessuno di noi - né Rockol, né il Corriere, o La Stampa - è un servizio pubblico tenuto a garantire pari opportunità. Noi dobbiamo rendere conto ai nostri lettori, e basta. E' legittimo, credo, che una testata scelga una linea editoriale e decida di difenderla. I giornali non sono tenuti a dare uguale spazio a tutte le voci.

Mazza. Non dico questo. Dico che i giornali dovrebbero darci la possibilità di replicare quando si dicono cose errate o che sono il frutto evidente di falsità. Io ho sempre e soltanto comunicato fatti reali e documentati. Non foraggio la stampa con informazioni fasulle; mentre qualcun altro, evidentemente, lo fa: mi è toccato replicare anche a Simona Ventura, quando ha dichiarato di essere contenta che Tony Renis ha avuto il coraggio di mettersi contro l'industria. Ma da dove saltano fuori, certe dichiarazioni?

Zanetti. E chi sono i giornalisti e le testate che si sono rifiutati di pubblicare le tue repliche?

Mazza. E' successo anche col Corriere della Sera…

Zanetti. Se mi dai i nomi, io ti ospito sul sito e te li pubblico. Che un certo tipo di informazione superficiale sia incline alla retorica populista che spinge ad andare sempre contro l'industria, contro tutte le industrie, te lo concedo. Non è il caso di Rockol, e spero che tu ce ne voglia dare atto: anche se credo non serva a nulla continuare a lamentarsi come fanno i discografici. Però, ripeto: se una medaglia l'ufficio stampa di Sanremo si è conquistato finora, dal mio punto di vista, è di essersi guadagnato un'apertura di credito persino da parte di Repubblica, perché era da quell'area che ci si aspettava piovessero subito le critiche. L'unico quotidiano che continua a sparare a zero sul festival è L'Unità: ma non potrebbe fare altrimenti, avendo ospitato le articolesse di Dalla Chiesa su Tony Renis. Volete più spazio sui giornali? E allora perché non organizzate, prima del festival, una conferenza stampa in cui riassumete, una volta per tutte, come si sono svolti i fatti e il vostro punto di vista? Magari di venerdì, così i giornali escono di sabato. Provateci, a stuzzicare la stampa nel momento giusto e con gli argomenti giusti. Attaccate, invece di aspettare di essere colpiti e di continuare a lagnarvi.

Mazza. Su questo sono d'accordo. Ma di una conferenza stampa, in questo momento, non vedo il bisogno. Bastava che, per fare un servizio ai lettori, i giornali ricordassero che mentre c'è il festival succedono altre cose, e che le aziende chiudono a causa della crisi.

Zanetti. E poi non capisco come vi possiate sentire strumentalizzati da Sanremo… A me sembra che se un tentativo di strumentalizzazione esiste, in questo momento, nei vostri confronti, è quello operato da Nando Dalla Chiesa: che vi cita come fonte per diffondere la notizia che la compilation di Sanremo vende meno di quella dello Zecchino d'Oro e strappare così l'applauso ai partecipanti alla conferenza stampa del festival di Mantova.

Mazza. Qualcuno ci ha voluto anche fare passare come sponsor di quell'evento… D'altra parte, non mi assumo la responsabilità del modo in cui le informazioni che diffondiamo vengono usate. E comunque quella è la realtà dei fatti: nelle classifiche annuali di vendita del 2003, la compilation di Sanremo è 28ma, quella dello Zecchino d'Oro è al 24° posto.

Zanetti. Non è quello che è stato detto in quella conferenza stampa: è stato detto che il festival fa vendere meno dischi dello Zecchino d'Oro. E' un falso, e dovreste sentirvi offesi voi in primo luogo, visto che a Sanremo l'anno scorso c'eravate.

Mazza. Dalla Chiesa ha accentuato il contenuto del messaggio, non ha falsificato i dati. Se il messaggio che passa è che Sanremo non fa vendere i dischi, beh, io ne sono contento.

(continua domani)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.