NEWS   |   Industria / 04/06/2014

Indies vs. YouTube: chiesto l'intervento della Commissione Europea

Indies vs. YouTube: chiesto l'intervento della Commissione Europea

Finisce davanti alla Commissione Europea la querelle tra etichette discografiche indipendenti e YouTube, che per il suo imminente servizio di streaming audio impone alle indies condizioni economiche considerate inaccettabili con la minaccia ulteriore di bloccare la diffusione dei contenuti in caso di mancato accordo. La chiamata in causa di Joaquin Almunia, commissario europeo alla concorrenza, dovrebbe essere ufficializzato oggi a Londra, dopo che anche la Featured Artists Coalition, Impala e altre associazioni europee di categoria si sono unite alle proteste inizialmente espresse da Alison Wenham per conto di WIN (Worldwide Independent Network). Saranno proprio quest'ultima e Impala a sporgere reclamo presso la CE, chiedendo misure urgenti che impediscano a YouTube di abusare della sua posizione dominante nei confronti delle controparti che non firmano accordi di licenza non negoziabili. "YouTube", ha sostenuto il presidente esecutivo dell'associazione delle indies europee Helen Smith, "si sta comportando come un dinosauro e cerca di censurare quel che non le piace. E' un atteggiamento completamente fuori sintonia in Europa, dal momento che la Commissione Europea insiste sistematicamente sul fatto che i cittadini debbano essere messi in grado di accedere alla diversità delle proposte culturali e di scegliere ciò che desiderano. L'Europa ha già dovuto assumere la linea dura con Google su questioni come le ricerche online e la privacy. Un pronto intervento nei confronti di YouTube dev'essere il prossimo passo". Ancora più duro il commento di Mark Chung, dell'associazione tedesca VUT: "Provenendo da una corporation i cui eserciti di lobbisti, agenti PR e blogger a libro paga si impegnano senza sosta a spacciare i suoi interessi aziendali come promozione della 'libera espressione' contro ogni forma di 'censura', la rimozione di video musicali legali con l'obiettivo di allargare il dominio della società su un altro giovane mercato in via di sviluppo è un atteggiamento che va oltre il cinismo".

 


"Con questo tentativo di costringere le etichette indipendenti ad accordarsi a tassi così bassi YouTube si sta sparando sul piede ", ha rincarato il cantautore Billy Bragg. "Corre il pericolo di lanciare un servizio di streaming a cui mancheranno le sonorità innovative e all'avanguardia prodotte dagli artisti indipendenti. Saranno disposti, gli appassionati di musica, a pagare per avere un prodotto di qualità inferiore? Io credo di no". Dello stesso tono le dichiarazioni di Ed O' Brien dei Radiohead, secondo cui "gli artisti e le etichette indie sono l'avamposto del futuro della musica. Restringere in questo modo il loro campo d'azione rischia di creare un internet popolato solo da superstar e grandi imprese. Senza l'innovazione e la propensione al rischio del settore indie si perde un ingrediente vitale del progresso".