Tori Amos, la videointervista: "Le donne non dovrebbero mai chiedere scusa"

Tori Amos, la videointervista: "Le donne non dovrebbero mai chiedere scusa"

“Never was a cornflake girl”, cantava Tori Amos in una delle sua canzoni più note di inizio carriera, 20 anni fa. “Non sono mai stata una ragazza per bene”. La Tori Amos che incontriamo nel 2014, in occasione del mini-tour italiano, è invece una signora per bene. Vestita elegantemente, occhialoni da signora, parla piano, scandisce le parole, risponde educata, ringrazia. Ma l’intensità è quella di sempre, quando racconta del recente "Unrepentant Geraldines”, primo album di canzoni inedite in 5 anni, così come del tour.

“E’ la mia musa”, dice della figlia tredicenne. “E’ lei che mi ha detto: sei forte come 20 anni fai, vai là fuori e dimostralo. Mi ha motivato”, spiega parlando serenamente della sua condizione. “I miei 49 anni sono stati così così, mai i 50 sono pretty fucking amazing. Il fatto è che per una donna della mia età a Hollywood creano ruoli apposta. Ma nella musica, per le cantautrici non c’è un ruolo per questa fase. Così me lo sono dovuto reinventare".

La “Unrepentant Geraldine"del titolo del disco, spiega, è ogni donna:  “Le donne chiedono spesso scusa, ma arriva un certo punto in cui non devi chiedere scusa per quello che sei, per quello in cui credi. E’ un album sul togliersi maschere di dosso, una cosa che può essere dolorosa per te  e sgradevole per quelli che ti stanno attorno, ma necessaria”. E poi passa a parlare del continuo mettersi in gioco: “Sono stata senza un contratto pop per anni. Ho inciso tutto fuorché canzoni, anche se continuavo a scriverne. L’industria musicale è un posto difficile: ora sono responsabile di ogni cosa, dai soldi in poi alla creatività. E’ un gioco davvero difficile da giocare. E’ una vita diversa, l’ho scelta, e non rimpiango un solo secondo. A chiunque scelga questa vita dico: ami la musica più di qualunque altra cosa?”

Nella nostra videointervista, Tori Amos racconta la genesi delle canzoni, il rapporto con la figlia e il modo in cui sceglie e interpreta le sue famose cover, dal vivo.

 



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(Gianni Sibilla)

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