Patrizia Laquidara: 'A Sanremo tiferò per Bungaro e Mario Venuti'

Patrizia Laquidara: 'A Sanremo tiferò per Bungaro e Mario Venuti'
Qualcuno se la ricorderà per l’incantevole versione solo voce e percussioni di "Cu-cu-rru cu-cù Paloma" (classico di Tòmas Méndez) che ha proposto durante "Destinazione Sanremo", la trasmissione della Rai che aveva il compito di selezionare nuovi artisti emergenti per l’edizione 2003 del Festival (vedi News). Altri, invece, per la sua "Agisce", brano utilizzato come sigla d’inizio della ormai scomparsa trasmissione "Hobo" di Radio Due (mentre "Age", la versione brasiliana, era la sigla finale). Altri ancora, probabilmente la maggioranza, se la ricorderanno per la sua partecipazione al Festival di Sanremo con "Lividi e fiori", brano che gli è valso ben due premi della critica (Premio Mia Martini e Premio Alex Baroni, vedi news).
Pochi sanno, però, che la carriera di Patrizia Laquidara, classe ’72, vicentina d’azione e catanese di nascita, ha avuto inizio un po’ di tempo fa. La cantante, che ha pubblicato lo scorso novembre l’album "Indirizzo portoghese", ha all’attivo anche un ormai introvabile CD tributo a Caetano Veloso (intitolato "Para voce querido Cae", Audio Records) e da sempre nutre una passione per le musiche popolari brasiliana, portoghese e italiana che l’ha portata nel 1998 a seguire uno stage al CET di Mogol per autori di musica popolare veneta e lombarda.
Il suo ultimo lavoro, arrangiato in parte da Pasquale Minieri (già al fianco di Vinicio Capossela, Claudio Baglioni) e in parte da lei stessa e dal chitarrista Tony Canto, ricco di influenze musicali diverse, è rivelatore in questo senso. Anche se la cantante ci tiene a precisare: "In realtà, nulla è stata una scelta voluta: i riferimenti al fado portoghese o ai ritmi brasiliani fanno parte di me e inevitabilmente i miei ascolti, le mie esperienze passate, sono finite da sole nell’album. E’ tutto venuto in maniera molto naturale e d'altronde credo che sia abbastanza normale che accada: noi lavoriamo con quello che ci appartiene".
Ricordando il suo primo lavoro, realizzato con le collaborazioni fra gli altri di Paolo Birro, Sasaki Marumo e l’orchestra d’archi di Marco Tezza, la cantautrice racconta: "In quel disco c’era molta più spensieratezza. Ai tempi, ascoltavo molta musica brasiliana, soprattutto di Caetano Veloso e giravo suonando con un mio gruppo. Avevo deciso per un periodo di dedicarmi solo alla musica che mi piaceva e così facevo solo quella. Un giorno, mi è stato chiesto di curare la realizzazione di questo disco: di scegliere le canzoni e interpretarle. E così è stato. A riascoltarlo oggi, quel lavoro mi appare molto elementare a livello ritmico e interpretativo… Decisamente diverso rispetto all’ultimo che è più maturo e consapevole. Tuttavia, ora mi piacerebbe rifarlo e rifare soprattutto certe cose che erano contenute in esso, fatte solo con voce e archi".
Punto in comune fra i due album resta, senz’altro, la qualità delle collaborazioni che anche nel caso di "Indirizzo portoghese" sono con musicisti di prim’ordine, come, per esempio, Rita Marcotulli al pianoforte, Fausto Mesolella degli Avion Travel alle chitarre, Marco Siniscalco al basso e Javier Girotto degli Aires Tango ai fiati e Mirco Maistro alla fisarmonica. "Beh, in realtà questa è stata opera di Pasquale Minieri", spiega Patrizia. "E' stato lui ad arrangiare la parte centrale del CD ed a coinvolgere e a chiamare questi musicisti. Anche se , per me è stato una grandissima esperienza, poter lavorare con loro".
Un’altra collaborazione del disco, tuttavia, quella con Mario Venuti che ha scritto e duettato con lei in "Per causa d’amore", è nata diversamente: "Mario", racconta la cantante, "mi ha cercata dopo avermi sentita cantare una sera ‘Cu cu rru cu cù Paoloma’. Mi ha mandato questa canzone che aveva scritto appositamente per me, in pochi giorni. Il contatto è stato il mio chitarrista, che suona anche con lui. All’arrangiamento abbiamo lavorato tutti e tre insieme e alla fine, abbiamo optato per questo brasiliano perché alla fine ci veniva così e abbiamo deciso di assecondare la canzone".
Venuti sarà al prossimo Festival di Sanremo assieme a Bungaro, che è co-autore di diversi brani dell’album, per chi farà il tifo Patrizia? "Mah… per tutti e due!!", si schermisce la cantante. Ed a proposito della sua partecipazione alla manifestazione dell’anno passato, racconta: "E’ accaduto tutto troppo in fretta e non sono riuscita a vivere a pieno e bene quella parentesi: prima "Destinazione Sanremo" , poi subito il Festival. Se tornassi indietro, oggi porterei sicuramente un brano diverso: ‘Mielato’ (brano che apre il suo ultimo lavoro) e non più ‘Lividi e fiori’ che secondo me non era ancora completato e finito. Ma ero agli inizi, mancava l’esperienza... Ho dovuto abbozzare su alcune cose, un po’ com’è accaduto per il disco. Sul prossimo, che sarà magari una ripresa di parte del disco dedicato a Caetano, lavorerò più per conto mio".
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