Primavera Sound e PrimaveraPro 2014: cifre in crescita costante

Il Primavera Sound 2014 ha chiuso la sua quattordicesima edizione alla grande, con ottimi numeri e un cartellone tanto ampio, quanto variegato e apprezzato. Infatti il pubblico ha risposto molto bene alla selezione così caleidoscopica ed eclettica di artisti, facendo registrare 190.000 presenze durante i quasi 350 concerti che si sono svolti nell'arco della manifestazione - spalmati in differenti location.

Tra le esibizioni più rappresentative c'è senza dubbio quella degli Arcade Fire, che hanno dimostrato - di fronte a un fiume di fan - perché sono la band indipendente più importante del decennio. Ma come non citare i Pixies, con le loro hit transgenerazionali, i National, i Neutral Milk Hotel, Charles Bradley, i Disclosure, i Queens Of The Stone Age, i Future Islands e St. Vincent...
Oltre alla selezione di artisti pop-rock il cartellone ha offerto nomi di spicco di generi come l'hardcore, il metal moderno (Deafheaven), il free jazz (Sun Ra Arkestra) il noise (Wolf Eyes), l'elettronica organica (Darkside), cajun (Dr. John and The Nite Trippers), folk (Julian Cope).
L'elettronica è stata rappresentata da nomi come Laurent Garnier, Julio Bashmore,  Moderat, The Haxan Cloak, Factory Floor.

Grandi soddisfazioni anche per il PrimaveraPro, l'evento mirato e dedicato ai professionisti del settore musicale che ha visto un incremento del 31.6% nei partecipanti, rispetto all'edizione del 2013. Il meeting ha visto la presenza di 2635 addetti ai lavori, il 51% dei quali giunti da 58 Paesi differenti - tra cui Nuova Zelanda,  Brasile, Sud Africa e Giappone.

Il tutto si è svolto attraverso 152 appuntamenti diversi, con ben 85 speaker. Il tema principale dell'edizione è stato il futuro della musica live e dei festival, il ruolo delle etichette indipendenti e lo sviluppo di applicazioni tecnologiche per il music business
PrimaveraPro ha anche offerto diversi showcase di artisti provenienti da Polonia, Brasile, Israele, Italia, Sud Africa, Cile, Estonia, Canada, Lussemburgo, Latvia e Spagna.

Uno dei mood più interessanti emersi dai vari panel e seminari è un certo ottimismo nell'industria musicale, dovuto anche ai mercati emergenti  - ad esempio l'America Latina - che sono molto ricettivi verso la musica internazionale e i nuovi strumenti digitali.

 

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