Ligabue sul 'Mondovisione tour': 'Le canzoni hanno una potenza devastante'

Ligabue sul 'Mondovisione tour': 'Le canzoni hanno una potenza devastante'

E' partito venerdì sera 30 maggio, dallo Stadio Olimpico di Roma (qui la cronaca della serata), il "Mondovisione tour - Stadi 2014" di Luciano Ligabue; il cantautore di Correggio torna ad esibirsi negli stadi a distanza di quattro anni dallo "Stadi 2010", la tournée di supporto all'album "Arrivederci, mostro!", con un tour caratterizzato da un palco innovativo (basti leggere i numeri per farsene un'idea: 528 mq di schermo ad alta definizione, 700 fari, 30 tonnellate di contrappeso per sorreggere la struttura) e con uno show pensato per essere "goduto al buio". "Si tratta della più bella produzione che abbiamo mai fatto", ha spiegato il manager di Ligabue, Claudio Maioli, durante un incontro ristretto con la stampa prima del concerto di questa sera, "il palco di questo nuovo tour negli stadi è caratterizzato da una visibilità straordinaria e da uno schermo, di 180 gradi, che va a ricercare le rotondità di 'Mondivisione' e del mondo di cui parliamo nel disco".

"Quello che mi propongo di portare in giro per l'Italia con questo mio nuovo tour è un concerto rock, anche se è molto difficile, al giorno d'oggi, stabilire con precisione cosa sia il rock", ha raccontato Luciano, "la scaletta si compone di ventisette brani, tredici dei quali sono contenuti all'interno di 'Mondovisione': credo che questo disco abbia un suono che io e il mio team abbiamo cercato per molto tempo, un suono che in questo momento mi rappresenta molto e che io mi diverto a chiamare 'il suono del Ligabue 2.0'". Sul palco, il cantautore è accompagnato da una band composta da Federico Poggipollini e Niccolò Bossini (chitarre), Luciano Luisi (tastiere e programmazioni), Michael Urbano (batteria) e Davide Pezzin (basso): "Quando abbiamo cominciato a pensare alla band che mi avrebbe accompagnato in questo nuovo tour abbiamo deciso di puntare su due caratteristiche essenziali: la compattezza e la solidità", ha spiegato l'artista a proposito del gruppo, "in questo senso, l'arrivo del nuovo bassista Davide Pezzin è stato fondamentale, in quanto ha portato con sé un suono che aiuta me e gli altri componenti della band a rimanere molto 'incollati'. A differenza delle mie precedenti avventure live, inoltre, sul palco ci sarà una sola tastiera".

Oltre ad essere uno spettacolo rock, il 'Mondovisione tour' si presenta anche come uno spettacolo che tende ad essere politicamente impegnato; lo è a partire dal primo brano in scaletta, "Il muro del suono" (attualmente in rotazione radiofonica - in merito alla canzone Ligabue ha dichiarato: "Mi fa piacere che questo sia il singolo che accompagna il tour. Mi sorprende il fatto che le radio lo stiano sostenendo molto: è un pezzo chitarristico, in controtendenza rispetto agli standard dei singoli estivi"), durante la cui esecuzione sullo schermo del palco compare la scritta "Chi doveva pagare non ha mai pagato": "La crisi che stiamo vivendo è figlia di una crisi mondiale il cui responsabile non ha mai pagato", ha spiegato a Rockol il cantautore, "e chi ha pagato e continua a pagare sono quelli che non sono i veri responsabili di questo disastro economico e sociale". La critica sociale raggiunge l'apice ne "Il sale della terra", durante la cui esecuzione, sullo schermo, vengono mostrati alcuni "aforismi sul potere" (tratti da opere o discorsi dello scrittore francese Jean Giraudoux, del politico statunitense Henry Kissinger, del filosofo inglese Edmund Burke, di Jimi Hendrix e di Indro Montanelli), in merito ai quali Ligabue ha dichiarato: "'Il sale della terra' è un brano caratterizzato da un'ironia molto amara, da un'indignazione che porta chi ascolta il brano a capire quanto il potere abbia il potere di corrompere: la mia intenzione era quella di mettere in piedi una galleria di frasi che facessero riflettere proprio su questo. Ed è impressionante scoprire come queste frasi, che sembrano essere state pronunciate da un'unica persona, venissero invece da voci così diverse tra loro". Sempre durante l'esecuzione de "Il sale della terra", poi, sul led vengono proiettati alcuni dati ISTAT che Luciano ha commentato così: "Con pochissimi numeri ho voluto denunciare le condizioni economiche e politiche in cui versa l'Italia. E' sbagliato, tuttavia, pensare che con questo mio nuovo tour io voglia entrare in sintonia con quello che è il Paese oggi: l'Italia moderna è un paese troppo complesso per poter essere visto o descritto da un palco. Personalmente, cerco solo di esprimere ciò che ho bisogno di esprimere, raccontando quello che so e che mi sta a cuore raccontare: lo faccio attraverso le canzoni, che nonostante siano al giorno d'oggi vittime di abuso e deprezzamento, continuano ad avere una potenza devastante".

(di Mattia Marzi)

LEGGI QUI LA CRONACA DELLA PRIMA ROMANA ALLO STADIO OLIMPICO DEL TOUR DI LIGABUE.

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