Concerti online, 10 milioni di utenti e 100 milioni di fatturato per Songkick

Sono ormai 10 milioni - tra utenti registrati e occasionali - gli utenti mensili di Songkick, la piattaforma (in lingua inglese) che consente di ricevere notizie personalizzate su concerti ed eventi di musica dal vivo. La Web company londinese, che vanta accordi di collaborazione con società come YouTube, SoundCloud, Spotify, Deezer e Bandcamp, è nata nel 2007 e nell'ultimo anno ha generato un fatturato di 100 milioni di dollari grazie alle partnership in corso con i siti che vendono biglietti online. In base agli ultimi dati diffusi dalla società, oltre metà dei clienti utilizzano il servizio tramite la app lanciata su iPhone nel 2011 e su smartphone Android l'anno successivo: l'obiettivo è di arrivare a quota 15 milioni di utenti entro la fine del 2014.

Il modello di business, come ha spiegato recentemente al Guardian il co-fondatore e amministratore delegato Ian Hogarth, è relativamente semplice: "Se riusciamo ad aiutare chi sta ascoltando musica su YouTube o su Spotify a scoprire anche un concerto di cui desidera acquistare il biglietto, possiamo aiutare quelle piattaforme a promuovere meglio gli artisti e a incassare più denaro. Prima dell'avvento dei servizi di streaming non era possibile ascoltare musica e poi scovare e comprare biglietti con un paio di click. Ora, invece, questo sistema fornisce una fonte di reddito aggiuntiva ai pagamenti di royalty di cui tanto si discute ultimamente".

    Sono ormai 10 milioni - tra utenti registrati e occasionali - gli utenti mensili di Songkick, la piattaforma (in lingua inglese) che consente di ricevere notizie personalizzate su concerti ed eventi di musica dal vivo. La Web company londinese, che vanta accordi di collaborazione con società come YouTube, SoundCloud, Spotify, Deezer e Bandcamp, è nata nel 2007 e nell'ultimo anno ha generato un fatturato di 100 milioni di dollari grazie alle partnership in corso con i siti che vendono biglietti online. In base agli ultimi dati diffusi dalla società, oltre metà dei clienti utilizzano il servizio tramite la app lanciata su iPhone nel 2011 e su smartphone Android l'anno successivo: l'obiettivo è di arrivare a quota 15 milioni di utenti entro la fine del 2014.

    Il modello di business, come ha spiegato recentemente al Guardian il co-fondatore e amministratore delegato Ian Hogarth, è relativamente semplice: "Se riusciamo ad aiutare chi sta ascoltando musica su YouTube o su Spotify a scoprire anche un concerto di cui desidera acquistare il biglietto, possiamo aiutare quelle piattaforme a promuovere meglio gli artisti e a incassare più denaro. Prima dell'avvento dei servizi di streaming non era possibile ascoltare musica e poi scovare e comprare biglietti con un paio di click. Ora, invece, questo sistema fornisce una fonte di reddito aggiuntiva ai pagamenti di royalty di cui tanto si discute ultimamente".

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