Chiude la NuN di Senardi: l'etichetta verrà assorbita da edel Italia

Chiude la NuN di Senardi: l'etichetta verrà assorbita da edel Italia
Finisce la bella avventura di Stefano Senardi e della NuN Entertainment: entro il mese di aprile, informa un comunicato diramato lunedì (16 febbraio) dalla società, l'etichetta verrà inglobata nelle strutture di edel Italia (già distributore del suo catalogo) per effetto di un'acquisizione del 100 % delle quote da parte della capogruppo tedesca edel music AG, che con lo stesso Senardi l'aveva costituita in joint venture a fine gennaio 2000 (vedi News).
Quattro anni dopo, l'ex presidente della PolyGram è costretto ad alzare bandiera bianca, rendendosi conto che “le condizioni generali del mercato discografico non ci permettono di andare avanti e crescere come avremmo voluto, nonostante gli ottimi risultati raggiunti”.
Senardi, precisa ancora il comunicato, “continuerà ad offrire il suo contributo per lo sviluppo della ricerca artistica della NuN”; mentre nulla si dice delle sorti del suo staff (Luca Fantacone, Christina Iredale, Pietro Monti, Maryon Pessina, Stefano Pierini e Simonetta Simonetto: avremmo voluto chiederlo a Senardi stesso, che però è risultato impossibile contattare nella giornata di ieri; mentre Paolo Franchini di edel Italia ci ha detto di non avere, almeno per ora, notizie più precise da comunicare al riguardo).
Resta il fatto che la società milanese di via Cernaia chiude i battenti: Michael Haentjes, fondatore della edel, non se l'è evidentemente sentita di continuare ad investire in un'impresa costosa per la stessa missione aziendale che si era data: la ricerca e lo sviluppo di artisti. Non solo giovani e debuttanti (come i Feel Good Productions o gli Otto Ohm) e non solo italiani, perché Senardi si era specializzato nel rilancio e nella valorizzazione di personaggi di lungo corso come Nicola Arigliano e Mauro Pagani, mettendo a segno anche qualche fortunata incursione nel pop internazionale (con i Cousteau e i Simply Red: “Home”, l'ultimo album della band di Mick Hucknall preso in licenza per l'Italia, è stato il maggior successo discografico del gruppo). In tempi come questi, evidentemente, non è bastato.
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