Rockol - sezioni principali

NEWS   |   Industria / 26/05/2014

Paul McGuinness: 'Nessuno facilita i furti su Internet come Google'

Paul McGuinness: 'Nessuno facilita i furti su Internet come Google'

Lasciato a Guy Oseary, il manager storico di Madonna, il compito di occuparsi a 360 gradi degli interessi degli U2, Paul McGuinness continua a occuparsi di cose musicali e a lanciare frecciate alle grandi Web company: in particolare a Google, che qualche giorno fa,  nel corso di una conferenza in cui è stato invitato a parlare a Ibiza, ha definito, "il più grande abilitatore di furti su Internet". "Ci sono alcuni interessi acquisiti che potrebbero aiutare molto più di quanto facciano", sostiene il manager irlandese che è stato per 35 anni a fianco di Bono e compagni. "E non credo che l'industria faccia molto affidamento sulle promesse di Google di rimuovere dei contenuti (pirata) quando riceve una notifica, perché i bots (i programmi automatici utilizzati in rete a scopi illegali) li rimpiazzano immediatamente. Non credo che sia una cosa che va oltre l'ingegno delle persone intelligenti che lavorano in azienda, piuttosto che non abbiano la volontà di risolvere il problema".

Avendo lavorato a stretto contatto con Apple in occasione dell'ormai lontano lancio dell'iPod "firmato" dagli U2 (era il 2005), intervistato da Pete Tong per BBC Radio 1 McGuiness ha detto la sua anche sul presunto acquisto di Beats Electronics da parte del gigante di Cupertino: "Non credo la comprino per le cuffie, ma per il servizio di streaming. Sarà quello il futuro di Apple, la distribuzione musicale". Eppure il suo atteggiamento nei confronti di società come Spotify resta molto scettico: "Le somme di denaro che Spotify restituisce agli artisti sono così irrisorie che è difficile scorgere un motivo per consegnargli immediatamente un nuovo disco. I servizi di streaming dovrebbero essere soprattutto uno strumento promozionale. Non c'è motivo nel caso degli artisti nuovi, ma per quelli consolidati destinati a vendere un certo numero di dischi credo che rispetto ai programmi di pubblicazione di un album per Spotify si dovrebbe prevedere una finestra temporale successiva".