Jimmy Page a Parigi: 'Nei remaster dei Led Zeppelin sorprese anche per me'

Jimmy Page a Parigi: 'Nei remaster dei Led Zeppelin sorprese anche per me'

"Bonsoir tout le monde", esordisce Jimmy Page in impeccabile francese presentandosi al pubblico accorso in un'Olympia di Parigi zeppo come nelle grandi occasioni. Non è una scelta casuale, ovviamente, perché proprio lì, il 10 ottobre del 1969, i Led Zeppelin si esibirono in un memorabile concerto oggi riproposto nel "bonus disc" che arricchisce la ristampa rimasterizzata del loro album di esordio, in uscita - come le nuove versioni di "II" e "III" - il prossimo 2 giugno. Page, custode supremo del prezioso archivio della band, spiega brevemente i contenuti del progetto prima di lasciare spazio alla musica, una manciata di selezioni da ognuno dei "companion discs" abbinati ai tre classicissimi album. Poi, una volta terminato l'ascolto, torna sul palco per rispondere alle domande inoltrate dai fan di tutto il mondo. "I dischi dei Led Zeppelin", ricorda, "vennero registrati su nastro analogico e da lì riversati su vinile; vent'anni fa gli stessi album vennero rimasterizzati per adattarli al formato cd. Il fatto è che più o meno ogni cinque anni bisogna rivedere il modo in cui si tratta la musica tenendo conto dell'evoluzione delle tecnologie". Page cita John Davis, che aveva già lavorato sulla antologia "Mothership", lodandone il lavoro di rimasterizzazione: "Oggi bisogna rimasterizzare in modo da adattare la musica a tutti i formati disponibili per l'ascolto: download, Dvd audio e Blu-ray audio, con la massima risoluzione possibile". Quanto al materiale extra, il chitarrista spiega di avere ascoltato "una montagna di nastri da un quarto di pollice risalenti a quel periodo. Avete appena sentito quattro brani da 'Led Zeppelin III' e vi sarete resi conto che è come aprire una finestra, una porta sul processo creativo di allora: è come intraprendere un viaggio. Le maggiori sorprese? In uno scatolone senza nome e senza indicazioni ho trovato un missaggio in progress di 'Achilles last stand' da 'Presence', e ho ringraziato Dio di questa scoperta perché è veramente roba di qualità. Lo ascolterete prossimamente anche voi".

Nessuna outtake di studio, invece, era disponibile per "Led Zeppelin I": di qui la scelta di includere il live registrato nel '69 all'Olympia. "Con gli Zeppelin non cominciammo a registrare concerti in multitraccia fino allo show della Royal Albert Hall nel gennaio del 1970, ma quando ho riascoltato le registrazioni di Parigi sono rimasto colpito dalla loro freschezza e dalla cruda energia della performance. Eravamo veramente in fiamme, quella sera, e gli Zeppelin erano un gruppo di straordinarie doti musicali... Mettevamo i brani nuovi in setlist ogni volta che erano pronti, molto prima che uscissero sui dischi: è il caso, in questo show, di 'Heartbreaker' ".

A chi gli domanda del perché delle copertine riprodotte in negativo, Page spiega di preferire che si parli di "una riproduzione in senso inverso. E' il tema dell'intero progetto discografico, che si ripete per tutti i nove album, e abbiamo voluto estenderlo all'artwork: le nuove copertine riflettono la presenza del materiale che abbiamo aggiunto ai dischi originali". Gli chiedono delle sue esperienze di studio pre-Zeppelin ("un apprendistato che mi è stato utilissimo e che è durato due anni e mezzo; ma già prima, in casa, mi ero messo ad armeggiare sui nastri realizzando dei rudimentali effetti eco"), dei ricordi del periodo passato nel cottage gallese di Bron-yr-aur ("non c'era elettricità, solo lampioni a gas. Io e Plant lavorammo con due chitarre acustiche e un registratore. Robert scrisse il testo tra una passeggiata e l'altra sulla collina: il pezzo completo che ne venne fuori fu 'That's the way', pubblicata sul terzo album") e della versione acustica dello standard blues "Keys to the highway/Trouble in mind" inclusa tra i bonus di quello stesso disco. "L'album terminava con 'Hats off to (Roy) Harper', un blues acustico con chitarra bottleneck in cui la voce di Robert era amplificata da un Vox con un forte effetto di vibrato. Era il nostro omaggio a Mississippi Fred McDowell e a tutti i chitarristi blues acustici, la versione di 'Keys to the highway' arriva dalle stesse session e mi è sembrato giusto aggiungerla a complemento del pezzo che chiudeva il disco".

Dopo un'ora, quattordici minuti e ventisei secondi il live streaming si interrompe per problemi tecnici: chissà se qualcuno, nell'ultimo scorcio della conferenza stampa, ha avuto il coraggio di chiedere a Page delle contestate somiglianze tra gli arpeggi introduttivi di "Stairway to heaven" e quelli di "Taurus" degli Spirit, l'argomento del giorno di cui si sono occupati giornali e notiziari televisivi di tutto il mondo.  

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