Ed Sheeran presenta “X”: “La pressione è passata, ora”

Ed Sheeran presenta “X”: “La pressione è passata, ora”

Capello rosso spettinato e barba, camicia scozzese aperta su una maglietta, tatuaggi che spuntano dalle maniche, sorriso aperto. Ed Sheeran si presenta alla stampa con la consueta immagine semplice. Il luogo è terrazza di un design hotel milanese, l’appuntamento qualche ora prima della sua partecipazione a “The Voice”. Entra con la chitarra in mano su cui troneggia una “X”, ma buona parte dell’incontro è dedicato far ascoltare da uno stereo qualche canzone del nuovo album.  “X”, appunto (che si legge “Multiply”, come il precedente "+" era “Plus”). I discografici precisano che l’album, in uscita il 24 giugno, non è ancora terminato del tutto, e che quindi ne ascolteremo solo alcune canzoni. C’è enorme attenzione sul ragazzo, dopo il successo multimilionario di “+”, e si capisce: lui dissimula e si mostra affabile come già in altre occasioni. “Si, ho sentito molta pressione in questi mesi, per consegnare l’album nei tempi giusti, e visto il successo del precedente…  Ma ora me la sono buttata alle spalle. Stasera vado in camera e mi guardo l’ultima puntata di ‘Game of thrones”, dirà alla fine, come se fosse un ragazzo normale

La prima canzone che ci viene fatta ascoltare è “One” - “La prima che ho scritto per l’album e la prima dell’album”, spiega. “La fine dell’era dell’album precedente e l’inizio della nuova fase”: un esempio di quel “folk-hop” dai testi intimisti che lo ha portato al successo e che lo ha portato ben lontano dall’essere quel ragazzo normale. Quindi il singolo “Sing”, già noto e prodotto da Pharell Williams, decisamente più movimentato. Poi “Don’t”, co-prodotta da Rick Rubin, dai ritmi funky - sarà il secondo singolo. “Thinking out loud” viene presentata come un tributo a Van Morrison: è l’ultima canzone scritta per il disco, spiega Sheeran, e la sua preferita: una ballata dai toni soul che ricorda Marvin Gaye nella melodia, su un arpeggio di chitarra e su un piano. Infine “Afire love”, scritta per il nonno morto recentemente e  basata su un campionamento di piano, con un bel crescendo. Sheeran, che ha ascoltato le canzoni concentrato e seduto in un lato della terrazza, alzandosi solo per presentarle, quindi imbraccia finalmente la chitarra e suona due canzoni, “I’m a mess” e “Photograph”, quest’ultima delicata e intimista - un racconto a cuore aperto di quelli che hanno fatto la sua fortuna nel disco e negli EP precedenti.

“Volevo costruire qualcosa a partire dal disco precedente”, spiega alla fine della mini-esibizione. “Non ero sicuro del suono che volevo, per questo ho lavorato con diversi produttori. Ho iniziato con Jake Gosling, che aveva prodotto l’album precedente, poi ho cercato di espandere tutto, per questo l’ho chiamato “Multiply””, racconta dell’album, che oltre a Pharrell e Rubin vede la presenza d Benny Blanco e Jeff Bhasker in console.

Tornando sul tema della pressione, racconta: “La chiave del sopravvivere al successo è rimanere sereni, essere se stessi, avere una stabilità fuori dal lavoro. Puoi anche vendere un sacco di dischi avere un sacco di soldi e soddisfare un sacco di persone ma non essere soddisfatto. Il mio 2013 è stato incasinato, con un sacco di cose diverse, e il disco lo riflette. La mia musica riflette la vita di un ragazzo di 23 anni, alla fine: scrivo di ciò che so e ciò che vivo. Se alla gente è piaciuto l’altro piacerà anche questo”, conclude sicuro Poche altre chiacchiere, qualcuno prova a chiedere spiegazioni sui testi (“Non ci sono indizi, dico tutto in maniera chiara e semplice”), o sulla vita privata. Un sorriso, e risponde in maniera precisa, gentile e veloce. Tempo per fare una foto e via: “Game of Thrones” attende.

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