Ecco chi è John Mayer (in Italia con i Rolling Stones il 22 giugno)

John Mayer è stato a lungo un segreto ben nascosto, in Italia. Ci arrivavano echi dall’America, dove invece è una star di prima grandezza da più di un decennio: milioni di copie vendute e una credibilità musicale enorme, sia come chitarrista che come autore che ha saputo prendere le sue radici blues rock e trasformarle in canzoni accessibili ma mai banali.

John Mayer sarà in Italia il 22 giugno dove aprirà per i Rolling Stones al Circo Massimo. Molto più di un opening act, e vista l’amicizia e la stima tra Jagger, Richards e Mayer, vista la tendenza degli Stones ad avere ospiti sul palco, non si escludono sorprese. Sarà, per noi italiani, l’occasione per (ri)scoprire un artista di prima grandezza, che negli ultimi anni ha prodotto due dischi notevoli di roots-rock: “Born and raised” e “Paradise valley”.

Sono stati i dischi della rinascita di Mayer. Una star, dicevamo. In tutti i sensi: per quella che si è rivelata una (lunga) parentesi della sua carriera, Mayer ha fatto notizia soprattutto per le sue gesta extra-musicali: le sue fidanzate, i suoi follower su Twitter (è stato uno degli “early adopters” e uno dei primi a superare il milione) - le sue notti brave che generarono una storia copertina di Rolling Stone che fu il suo punto più basso - assieme alla malattia alle corde vocali che lo costrinse a rimandare la pubblicazione di “Born and raised” e il successivo tour.

Mayer si è buttato tutto alle spalle, ormai.  Non dimentica le origini: figlio di insegnanti, gavetta alla Berklee School, si fa notare al SXSW di Austin e la Columbia lo mette sotto contratto, ripubblicando “Room for squares” nel 2001: nel giro di un anno, l'album è in testa alle classifiche e canzoni come “Your body is a wonderland” che gli fruttano un Grammy nel 2003.

Da lì è una scalata trionfale. Album come “Heavier things” (2003) “Continuum” (2006)  e “Battle studies” (2009) che ricevono lodi dalla critica e dal pubblico, alternate a incursioni nel blues rock con il John Mayer Trio e in altri generi musicali con frequenti duetti e collaborazioni - per non parlare dell’attività live, documentata in album dal vivo come “Any given thursday” e la serie di bootleg ufficiali “As is”.

Il “nuovo” John Mayer nasce da queste origini, è più orientato al roots rock e rimane un personaggio da scoprire in tutto e per tutto. Nelle prossime settimane vi aiuteremo pubblicando playlist a tema: i successi, le cover, i live, le chicche.

Nel frattempo qua potete leggere le recensioni degli ultimi album e qua la biografia completa di John Mayer.

Leggi la recensione di “Born and raised”

Leggi la recensione di “Paradise valley”

Qua una playlist con i migliori video di John Mayer.

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