Renzo Rubino, il "Secondo Rubino tour" ieri sera a Roma: live report

Renzo Rubino, il "Secondo Rubino tour" ieri sera a Roma: live report

 Renzo Rubino è uno che nel suo mestiere sa fare qualcosa di diverso degli altri, sa distinguersi. E questo ce lo sta dimostrando da ormai alcuni anni (sì, è vero che il "grande pubblico" lo ha scoperto solo lo scorso anno, sul palco della sessantatreesima edizione del Festival di Sanremo, ma già un paio d'anni prima de "Il postino" e dell'album "Poppins" Renzo aveva pubblicato un primo album, "Farfavole"), sia con i suoi lavori in studio, sia con la sua attività live (e qui bisogna tener presente che già prima del suo debutto discografico, avvenuto nel 2011 con "Farfavole", appunto, un Rubino appena diciottenne aveva girato la Puglia - sua terra d'origine - con uno spettacolo originale da lui stesso ideato, "Pianafrasando"). Attività live che lo sta tenendo attualmente impegnato con il "Secondo Rubino tour", la tournée di supporto al suo ultimo album "Secondo Rubino"; partito lo scorso 14 aprile dal Teatro Bellini di Napoli, ieri sera il tour ha fatto tappa all'Auditorium Parco della Musica di Roma, dove (presso la Sala Petrassi), l'artista di Martina Franca ha portato in scena il suo spettacolo.

Il concerto è strutturato un po' come uno spettacolo teatrale, con maschere e monologhi suggestivi e surreali (scritti per Rubino dalla brava Silvia Avallone, autrice di alcuni romanzi di successo), e con le canzoni legate tra loro da un filo conduttore ("I brani in scaletta sono come dei piccoli film da raccontare", aveva dichiarato il cantautore nelle scorse settimane, presentando il tour). Scelte, tutte queste, che rispecchiano la teatralità propria dell'essere artista di Renzo Rubino, un cantautore ironico ed estroso, ma al tempo stesso profondo e serioso; una teatralità che sfocia nella tragicomicità, in un infiltrazione del comico nel tragico (e viceversa). L'intero live si regge proprio su un continuo alternarsi tra questi due elementi: ventitré sono i brani in scaletta, alcuni tratti da "Poppins" (consegnato al mercato lo scorso anno), altri da "Secondo Rubino". Ad accompagnare Renzo sul palco ci sono Gli Altri, band formata da Fabrizio Convertini (basso), Andrea Beninati (batteria e violoncello), Eugene (theremin e tastiere) e Andrea Libero Cito (violino). In quasi un'ora e mezza di musica si alternano canzoni, aneddoti e racconti; Renzo sale sul palco, vestito da un mostro gigantesco, mentre recita un monologo: si dirige al pianoforte e apre lo spettacolo con "La fine del mondo" (uno dei suoi nuovi brani). Dopo essersi spogliato della maschera dà ufficialmente il via allo show, salutando il pubblico: "Ringrazio lo sponsor della serata, Bentelan, che mi ha permesso di essere qui stasera", scherza il cantautore. Una prima parte del live lo vede interpretare una manciata di canzoni senza spendere troppe parole: tra queste anche "Ora", terza classificata al Festival di Sanremo 2014 - seconda, se non si considera il voto della cosiddetta "giuria di qualità" e si tiene conto solo del voto popolare - e l'esilarante "Paghi al kg. Renzo torna a parlare al pubblico prima di interpretare il brano con cui si è fatto effettivamente conoscere dal grande pubblico, "Il postino (Amami uomo)": "Mi dissero che presentarsi a Sanremo con questa canzone sarebbe stato come cantare Wagner in Israele. Al che la mia risposta è stata semplice: perché Wagner non dovrebbe essere suonato in Israele? È bellissimo!".

Un paio di aneddoti interessanti sono quelli attraverso i quali il cantautore svela la genesi di uno dei brani più onirici del suo repertorio, "L'ape, il toro e la vecchia" ("Alcune canzoni possono nascere dai sogni ed è capitato, una volta, che io dovessi autopsicoanalizzarmi per capire il sogno che mi ha portato a scrivere questa canzone"), e quella di "Sottovuoto" (che inizialmente avrebbe dovuto essere interpretato da Arisa, come Renzo stesso rivela: "Un giorno è venuta da me una mia collega. Mi ha detto: 'Renzo, mi serve una canzone bella, da cantare con una tutina di pelle. Una cosa un po' erotica, un po' hot'. Così, mi sono messo a scrivere questa canzone. In un secondo momento, quella cantante mi disse che ci aveva ripensato, che non se la sentiva di indossare la tutina di pelle per cantare questo brano. Alla fine, la canzone l'ho incisa io, e ringrazio Rosalba Pippa". Non mancano siparietti comici, come quando Rubino intrattiene il pubblico (durante un momento di pausa) imitando il Maurizio Costanzo del Costanzo Show, o quando si scatena sfilando tra la platea mentre si esibisce sulle note della sfrenata "Non mi sopporto"; e non mancano neppure le sorprese: verso la fine del concerto Renzo chiama infatti sul palco Jo Chiarello, cantante attiva tra gli anni Ottanta e Novanta, con la quale interpreta "Che brutto affare" ("Nel 1981 Franco Califano decise di produrre una giovane artista e di portarla al Festival di Sanremo. E' un grande onore, e un sogno che si realizza, poter duettare con Jo Chiarello stasera", dichiara Renzo presentando la cantante).

Tra i momenti migliori della serata vanno annoverate le esecuzioni di "Per sempre e poi basta" (premio per il miglior arrangiamento al Festival 2014 - "Sotto sotto, speravo passasse questa", sussurra il cantautore al microfono, prima di proporre il brano) e della cover di "Non arrossire" di Giorgio Gaber (già proposta sul palco dell'Ariston, quest'anno, in un bel duetto con Simona Molinari). Per il bis, infine, Rubino decide di proporre una versione senza censura de "Il postino" ("Sei sempre più spigoloso/il pelo ti rende vizioso", canta Renzo senza curarsi dei tanti bambini presenti in sala), l'ironica "Pop" (accolta dal pubblico in uno stato di delirio generale) e la delicata "L'altalena blu", con la quale l'artista chiude lo spettacolo. Ultimo appuntamento con il "Secondo Rubino tour" sarà quello del 22 maggio a Milano, dove (presso il Blue Note) Renzo sarà impegnato con un doppio concerto.

(di Mattia Marzi)

SETLIST:
"La fine del mondo"
"Ora"
"Lulù"
"Amico"
"Sete"
"Paghi al kg"
"Il postino (Amami uomo)"
"Mio"
"L'ape, il toro e la vecchia"
"Non mi sopporto"
"Non arrossire"
"Monotono"
"Per sempre e poi basta"
"Bigné"
"Che brutto affare" (con Jo Chiarello)
"Sottovuoto"
"Colazione"

BIS:
"Pop"
"Il postino (Amami uomo)"
"L'altalena blu"

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