Infection Code: il 2 giugno arriva 'La dittatura del rumore'

Tornano i piemontesi Infection Code con il loro quinto album in studio - "La dittatura del rumore" - in uscita il prossimo 2 giugno per Argonauta Records. Con questo lavoro la band continua, sviluppa e allarga il discorso iniziato con il precedente "Fine". Innanzitutto i brani, ora, hanno testi interamente in italiano - viene definitivamente abbandonato l'inglese, dunque; ma l'aspetto sonico è quello che più colpisce, con sette brani (circa 43 minuti di musica) ossessivi, rumorosi, a tratti fastidiosi, in cui il metal degli esordi è ormai poco più che un pallido ricordo, un aroma lontano appena percettibile (soprattutto nel brano conclusivo, "Omniasuntcommunia").

Già perché, come già ci diceva il cantante Gabriele un paio d'anni fa, gli Infection Code si sentono "una band rock italiana, che fa musica di confine e confinata a pochi fruitori" e non una delle tante formazioni del metal nostrano - appassionate e dedite alla causa, ma numerosissime, accalcate l'una sull'altra e sostanzialmente simili. Il post-metal, il noisecore e il noise rock sono invece il loro pane.

Con "La dittatura del rumore" gli Infection Code sparano (e il termine non è casuale) un concept album dedicato agli anni di piombo, all'era più cupa e tragica del terrorismo italiano, con titoli come "Lottacontinua", "Profondopiomborosso", "Ilsensodellacondanna" e altri di questo tenore.
Il mood è opprimente, plumbeo, asfissiante. Forse anche troppo, perché vi assicuro che reggere - e senza fare una piega - per tutta la durata dell'album è un'impresa che richiede una certa concentrazione e dedizione. Ma del resto fa parte del gioco: il concept e le vibrazioni sono duri, ansiogeni, disperati e decisamente poco amichevoli. Non ci si può aspettare un disco di facile fruizione.

"La dittatura del rumore" esce in 300 copie solamente, in confezione digipack.

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