Umbria Rock porta Weller, Kaiser Chiefs, James grazie ad un magnate indiano

Umbria Rock porta Weller, Kaiser Chiefs, James grazie ad un magnate indiano

Un festival rock finanziato da un magnate inglese di origini indiane, nel bel mezzo della campagna umbra, con un cartellone quasi totalmente “brit”. Umbria Rock si svolgerà a Massa Martana, provincia di Perugia, il 1°, 2° e 3° agosto, Il nome ricorda Rockin’ Umbria, un festival che si svolgeva alla fine degli anni ’80 come costola di Umbria Jazz. Si tratta invece di un nuovo nome nel cartellone estivo nazionale, e con una storia davvero notevole, non solo per la line-up guidata da Kaiser Chiefs, Paul Weller (nella foto) e Basement Jaxx e con nomi come i James (che non vengono in Italia da oltre 20 anni) e Charlatans.

La mente dietro questo evento è Yashwant Bajaj, magnate inglese di origine indiane, un passato nella finanza, e una gran passione per l’Italia e per la musica pop. Bajaj ha finanziato il festival a capo di Asha Music, una cordata di imprenditori, in buona parte asiatici (vive a Singapore). L’investimento è circa un milione di euro, ci si aspetta circa 10.000 persone, in buona parte in arrivo dall’estero. Ma gli organizzatori sono consci che questo è un investimento che può non rientrare - dicono di mirare a creare e consolidare un appuntamento annuale che si ripeta.

Il festival è stato presentato oggi a Milano con Yashwant Bajaj che ha raccontato la sua storia: “Vengo in Italia dal 1998. Amo la sua campagna; ho acquistato una casa a Massa Martana 8 anni fa. Mi sono sempre detto che avrei voluto vivere una parte della mia vita qua”, racconta. “Ho lavorato nella finanza come manager di hedge fund negli ultimi 20 anni, ma sono cresciuto a Londra negli anni ’70 e ’80, il periodo d’oro della musica. Ho conosciuto due mondi diversi”.

“L’idea di Umbria Rock non è di avere solo un serie di artisti, ma di condividere con il pubblico italiano l’idea di festival come la si vive a Reading o Glanstonbury, un’esperienza a 360 gradi”, spiega. “Non solo le band, le location, ma tutto ciò che gira attorno, dal cibo alle altre esperienze - per esempio nelle prossime settimane annunceremo altre attrazioni, come una rassegna di film indipendenti organizzata in collaborazione con il British Council. Il festival ha un tema britannico, anche se io sono un grande appassionato di cultura Italiana. Per questo abbiamo usato la vespa dei mod come simbolo di incontro tra due culture”.

Bajai si dice conscio dei rischi di un modello, quello del festival, che in Italia è stato provato più volte, e altrettante è durato qualche anno ma poi in un modo o nell’altro non ha mai attaccato. “Sono stato a molti festival italiani, come Umbria Jazz, sono di ottimo livello ma volevo portare un modello diverso di intrattenimento in un ambiente diverso” - da qui la location, fuori dal centro cittadino, vicino ad una chiesa del VII° secolo.

“Perché l’Italia?”, continua “La situazione economica è difficile non solo da voi - ma quello che ho capito è che la cultura aiuta in maniera significativa l'economia del territorio, in maniera più ampia. In questo caso quello di quella parte dell’Umbria: Massa Martana è stata colpita da un terremoto nel ’97, è stata ricostruita ma la gene non è mai tornata del tutto”.

“Uno degli svantaggi è che siamo relativamente nuovi nell’industria della musicale”, spiega Bajaj, “ma il vantaggio è che finanziariamente siamo molto solidi e sappiamo come far quadrare i conti per il nostro lavoro: questo è uno dei motivi che fanno fallire i festival, di solito, e noi lo eviteremo”. Bajaj si è appoggiato al festival inglese Bestival per la parte artistica “rock” e a Serendipity per la parte “elettronica”, oltre a organizzatori locali italiani (Angeli Pierre per il marketing, Sigismondo Viaggi per la logistica, MEI per un concorso). Ma in alcuni casi ha parlato direttamente con le band: “Ho scelto personalmente gli artisti - anche attraverso contatti personali. Nel caso dei James li ho convinti di persona a tornare in Italia dopo molti anni. Ovviamente ho dovuto confrontarmi con le schedule e i tour già organizzati e con il fatto che è il primo anno di questo festival”, racconta. In cartellone anche italiani: Filippo Graziani, più una band che suonerà grazie ad un concorso, altri nomi verranno annunciati più avanti. Prezzi a 50€ a giornata, un abbonamento a 120€ per i tre giorni e un VIP pack a 300€ con accesso dedicato, ristorazione, gadget.

(Gianni Sibilla)

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