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NEWS   |   Industria / 12/05/2014

UK, gli Internet Provider pronti a intervenire contro gli utenti 'pirati'?

UK, gli Internet Provider pronti a intervenire contro gli utenti 'pirati'?

I maggiori Internet service provider britannici avrebbero accettato di spedire lettere "educative" e di avvertimento agli utenti che caricano e scaricano regolarmente contenuti pirata online: lo scrive la BBC, sostenendo che BT, Sky, TalkTalk e Virgin Media avrebbero raggiunto un accordo con l'associazione locale dei discografici British Phonographic Industry (BPI) e la Motion Picture Association (MPA) che raggruppa i produttori cinematografici. Le misure del cosiddetto "Voluntary Copyright Alert Programme" dovrebbero entrare in vigore entro il 2015: secondo le informazioni raccolte dall'emittente pubblica i titolari dei diritti finanzierebbero il progetto per il 75 % delle spese previste, pagando a ciascun ISP 750 mila sterline più altre 75 mila all'anno a copertura dei costi amministrativi.

In base all'accordo, i provider coinvolti nell'iniziativa dovrebbero spedire non più di 2,5 milioni di lettere di ammonimento all'anno con un massimo di quattro per ogni singolo utente (il tetto potrà innalzarsi se altri ISP si uniranno al progetto); i titolari dei diritti riceveranno un resoconto mensile degli invii, ma solo gli ISP saranno a conoscenza dell'identità dei clienti raggiunti dai messaggi. "A dispetto degli accresciuti investimenti in nuovi talenti, nella programmazione e in servizi innovativi la pirateria resta una sfida costante che frena lo sviluppo di un salutare mercato online impedendogli di realizzare il suo pieno potenziale a vantaggio di creatori, consumatori, imprese e dell'economia nel suo complesso", ha dichiarato un portavoce di BPI e MPA. "Creatori di contenuti e ISP, con l'appoggio del governo, hanno collaborato allo sviluppo di un programma informativo congiunto che possa appoggiare la crescita di servizi legali di intrattenimento, ridurre il download illegale e creare la migliore customer experience possibile online", ha aggiunto specificando tuttavia che "le discussioni continuano e nessun accordo è stato ancora raggiunto: i reportage che li danno per imminenti non sono affatto accurati. Forniremo ulteriori commenti se e nel momento in cui tali accordi entreranno in vigore".