Verdena: cambiare per rimanere se stessi

Verdena: cambiare per rimanere se stessi
Un disco nato in inglese poi tradotto in italiano, un pollaio trasformato in studio, un nuovo incarico (autoimposto) di produttori e un viaggio a Londra dagli esiti incerti: in breve, signore e signori, il nuovo disco dei Verdena. Alberto, rilassato e quasi divertito, ce lo racconta così, seduto comodamente in un ufficio della filiale milanese della Universal: "Era passato troppo tempo dal nostro ultimo album e avevamo bisogno di qualcosa di nuovo. Senza nulla togliere a Giorgio (Canali) e Manuel (Agnelli, rispettivamente produttori del debutto e del secondo album della band bergamasca), sentivamo che in fase di produzione avevamo bisogno di intervenire più direttamente. Così mi sono reinventato fonico, ed ho curato personalmente le session di registrazione in un nuovo studio 'casalingo' adibito in un ex pollaio. Come fonico mi sono divertito, come produttore un po' meno: fare tutto da soli è stressante e difficile. Il risultato finale, poi, non mi ha lasciato completamente soddisfatto..". Insoddisfazione, questa, causata dall'unica "mano esterna" intervenuta nella realizzazione del lavoro: "Siamo andati a masterizzare a Londra e il tipo che ci ha lavorato non ha capito nulla di ciò che volevamo ottenere", continua Alberto. Tutto sommato, però, "Il suicidio dei Samurai" ("Anche se", continua il frontman, "mi sarebbe piaciuto di più intitolarlo "Tutti dormono e tranne noi, brutti figli di puttana") è un album quanto mai importante per i Verdena. "Il disco è nato in inglese", ci confessa Alberto, "Poi è stato tradotto in italiano: non appena avremo il placet dalla casa discografica lo distribuiremo, grazie ad una piccola indie label statunitense, in giro per il mondo: la versione anglofona è già pronta. E' un disco, questo, che marca un cambiamento: io ho cercato di evolvere il mio stile compositivo, l'inserimento di Fidel (il tastierista, nuovo acquisto della band di "Solo un grande sasso") ci ha permesso di esplorare sonorità e atmosfere che prima non avremmo immaginato". Un passo difficile per una band, senza dubbio, che però è stato vissuto in totale armonia e serenità: "La composizione e le registrazioni sono state gestite senza nessuna pressione: ci siamo presi il nostro tempo - anche troppo - senza farci influenzare da nessuno. Anzi adesso, nel periodo che precede il tour, lavoreremo a delle canzoni che verranno incluse in un Ep che pubblicheremo l'anno prossimo, e del quale curerò io personalmente la masterizzazione. Perché ci siamo rotti le palle di far passare così tanto tempo da un disco all'altro...". Già, i tour: uno degli aspetti fondamentali nella vita del gruppo capitanato dai fratelli Ferrari. "Suoneremo in tantissimi club (in compagnia di Hogwash, Gatto ciliegia contro il grande freddo e Jennifer Gentle), la dimensione ideale per i nostri lavori, che ai festival estivi patiscono sempre un po'", ci dice Alberto, "aspettando che gli alti papaveri della discografia ci diano il via libera per sbarcare all'estero. Cosa che prima o poi, senza dubbio, riusciremo a fare...".
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