Marty Wilson-Piper: 'I Church sono come la PFM'

“Forget yourself” è il nuovo capitolo della saga discografica dei Church. La band australiana, da un paio d'anni, è tornata in piena attività. Prima con la pubblicazione “After everything now this” (2002), il disco più vicino al suono pop-psichedelico che ha reso famosa la band negli anni '80. Quindi il doppio album "Parallel universe", che conteneva remix e brani inediti. Ora questo “Forget yourself”, uscito lo scorso settembre nella patria d'origine e ora in pubblicazione nel resto del mondo.

“In realtà non so se si può dire che siamo in piena attività”, dice a Rockol Marty Wilson Piper, chitarrista della band. “Non abbiamo mai staccato la spina, questo è vero, ma abbiamo i nostri tempi. Io vivo a New York mentre gli altri stanno a Sidney”. Quando Rockol raggiunge il telefonicamente il chitarrista, in Italia è sera, ma a New York è mattina. Wilson Piper ha la voce assonnata, ma è lucido e determinato. “Credo che sia questo il segreto che fa sì che i Church stiano assieme da 24 anni, quanto la vostra PFM”, scherza, dimostrando una buona conoscenza della musica italiana – ad un certo punto parlerà anche di Franco Battiato. “Abbiamo tutti interessi diversi, facciamo cose da soli, ma quando torniamo assieme scatta una scintilla e la chimica funziona a meraviglia. Prendi i Verve: quando Ashcroft si è separato dal chitarrista non è più stata la stessa cosa. O gli Smiths: Johnny Marr e Morrisey funzionavano benissimo assieme. Da soli…”
“Il nuovo disco”, spiega Marty, “E' nato cinque minuti dopo quello precedente, abbiamo subito iniziato ad usare il tempo che avevamo per buttare giù delle idee. E' un disco, per certi versi più spontaneo. 'After everything now this” era un disco più lavorato, nel senso che le canzoni ci hanno messo più tempo per arrivare alla forma definitiva. In 'Forget yourself' abbiamo seguito di più il flusso della musica. In fin dei conti è come quando incontri una bella ragazza e la baci per la prima volta. Ti lasci trasportare, senza chiederti dove vuoi arrivare. La musica dei Church è sempre funzionata così…”

Quanto all'Australia, Wilson Piper racconta: “Questa volta il disco è uscito prima lì, e questo ci ha permesso di portarlo in giro dal vivo prima a casa che nel resto del mondo. C'è ancora una bella scena, laggiù, diversa da quella degli anni '80 e fatta di band che piacciono molto agli europei: Vines, Jet, Sleepy Jackson. Non è necessariamente il tipo di musica che ascolto io, ma questo non significa nulla”.
L'ultimo accenno della chiacchierata è per i prossimi progetti: “Ora partiremo in tour in America e in Europa. Sarà uno show più elettrico rispetto a quello che abbiamo portato dalle vostre parti l'ultima volta”. Per il momento sono tre le date confermate ad aprile: il 15 a Sarzana, il 16 a Venezia, il 17 a Reggio Emilia.
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