“Le cose cambiano”, spiegano a Rockol i Delta V, ha segnato un nuovo metodo di lavorazione. Flavio e Carlo si sono invertiti i ruoli, il primo è passato ad occuparsi della produzione, mentre il secondo ha seguito la scrittura. E ha cantato. “Ci sono cose molto personali ed autobiografiche”, racconta Flavio. “Aveva senso che testi così pieni di intensità li cantasse chi li ha scritti, anche se non è un cantante. Carlo canta solamente seduto: così gli esce quella voce, e funzionava. Sarà divertente dal vivo: porteremo una sedia per farlo cantare, magari alla Ben Harper...”.
“Prima lavoravamo con un approccio più visuale ed estetico; la parola era in funzione della musica”, aggiunge Carlo, spiegando i temi più introspettivi del disco. “Ora abbiamo scelto di dire delle cose, i testi avevano delle sensazioni da descrivere che credo siano comune a molte delle persone là fuori, credo”.
In questa direzione va anche la cover di “Prendila così” (Mogol-Battisti), primo singolo estratto dall’album e conferma di una tradizione che vuole i Delta V alle prese con i brani altrui: “E’ una scelta che portiamo avanti fin dal primo disco, quella di reincidere pezzi altrui”, dice Carlo. “Lo facciamo, credo, con una nostra cifra stilistica. Questo brano in particolare, ci interessava soprattutto per il testo, in linea con il resto del disco. E poi confrontarsi con Mogol Battisti era una bella sfida…”.
Il brano è accompagnato da un clip che è una sorta di “‘Fargo’ alla piemontese’, un thriller girato sulle nevi del Sestriere. “Fare video è una delle cose più divertenti di questo mestiere”, dice Carlo. “Ci siamo accorti che con Monaco ’74, grazie ai clip, veniamo percepiti in maniera più organica, come un progetto più ampio rispetto alla musica. Fosse per noi faremo solo clip, senza andare a cantare in playback in TV…”.
La chiusura della chiacchierata è una riflessione generale sulla lavorazione del disco: “Riascoltando ora, a lavoro finito”, dice Flavio, “ci siamo resi conto che questo era il disco che avremmo voluto fare agli inizi, ma non potevamo fare: con la band, con la postproduzione in elettronica… E’ il disco a cui abbiamo lavorato di più, sul quale abbiamo avuto più ripensamenti. Ancora poco prima di stamparlo eravamo lì a pensare di cambiare la melodia a quella canzone o toccare quell’altra canzone…. Quando hai più tempo e calma per lavorare devi anche avere il coraggio di ripensare quello che fai…”.