Europa, sono solo mezzo milione (per ora) i convertiti al downloading 'legale'

Europa, sono solo mezzo milione (per ora) i convertiti al downloading 'legale'
Una trentina di siti legali che vendono musica in rete (tra cui MSN Music Club, Virgin Downloads, HMV, Fnac, TDC musick, Karstadt, MTV e Tiscali Music Club), un catalogo in espansione di brani disponibili a pagamento in formato digitale (circa 300 mila), mezzo milione di consumatori che scaricano musica legalmente o sono già abbonati ai servizi musicali principali: su queste premesse, ancora modeste, anche per l’Europa il 2004 “deve” diventare l’anno di svolta, e del decollo definitivo, della “Internet music”.
Le cifre succitate sono contenute nell’IFPI Online Music Report 2004, un libro bianco su stato attuale e scenari della musica digitale nel mondo che l’associazione internazionale dell’industria discografica ha reso pubblico proprio in questi giorni. A proposito del Vecchio Continente, il rapporto ricorda che nel 2004 è atteso l’arrivo in tutta Europa dei leader di mercato, Napster 2.0 e iTunes Music Store della Apple, mentre altre iniziative verranno lanciate a livello locale (Rhapsody in Inghilterra, dove da pochi giorni opera già il negozio virtuale della Coca-Cola; Phonoline in Germania, una piattaforma indipendente che metterà al servizio di siti, portali e “store” digitali 250 mila canzoni regolarmente licenziate dalle case discografiche principali).
I dati e le informazioni raccolte dall’IFPI in Danimarca, Francia, Germania e Regno Unito indicano che oltre due terzi dei consumatori di quei paesi sono coscienti dell’illegalità di gran parte del downloading non autorizzato; ma solo un consumatore su quattro è informato sul fatto che esistono alternative legali che consentono di acquistare musica su Internet.
In Europa, dunque, la musica digitale a pagamento è ancora in fasce: ciò nonostante, i discografici ostentano grande ottimismo. “Si sta verificando una svolta, nelle strategie dell’industria musicale riguardanti Internet”, secondo il presidente dell’IFPI Jay Berman. “E nel 2004 si verificherà, per la prima volta, una migrazione sostanziale di consumatori dai servizi gratuiti e non autorizzati alle alternative legittime che la nostra industria sta rendendo disponibile a livello internazionale”. Una convinzione, la sua, fondata anche sugli ultimi dati mondiali a proposito del file sharing: il numero di file audio scaricati illegalmente dalla rete sarebbe sceso da un miliardo a 800 milioni tra l’aprile del 2003 e il gennaio del 2004.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.