NEWS   |   Industria / 08/05/2014

Diritti d'autore e live music: Soundreef lancia la 'Rivoluzione delle 30 band'

Diritti d'autore e live music: Soundreef lancia la 'Rivoluzione delle 30 band'

Una piccola ma simbolica "rivoluzione delle band": trenta artisti italiani - principalmente gruppi musicali, ma nel mucchio ci sono anche un paio di cantautori - revocano il mandato alla SIAE per affidare la raccolta dei diritti d'autore generati dalla loro attività concertistica a Soundreef, l'agenzia di collecting fondata a Londra da due imprenditori italiani, Davide d'Atri e Francesco Danieli, e che in questi giorni ha lanciato il progetto Soundreef Live! Dall'altro ieri, 6 maggio, l'elenco dei 30 "rivoluzionari", comprensivo di foto e note biografiche, è pubblicato sul sito della start up, che nei prossimi giorni continuerà ad aggiornare i contenuti riguardanti i partecipanti all'iniziativa. "Parliamo di gruppi totalmente indipendenti, talvolta legati a piccoli editori musicali, che suonano dal vivo e che in alcuni casi si sono esibiti anche all'estero", specifica d'Atri tracciando l'identikit delle trenta band. "La palla è nelle loro mani: sono loro a gestirsi l'attività concertistica mentre il nostro compito è di aiutarle a dialogare con gli organizzatori di eventi, raccontando lor cosa facciamo e come è possibile pagare le royalties attraverso Soundreef invece che tramite la SIAE. E' un lavoro molto organico e molto manuale, quello che stiamo facendo in questi giorni. Con molta attenzione alle relazioni personali, senza manie di grandezza o ambizioni di una rapida scalata al mercato. Collaborare con queste 30 band serve a dimostrare all'industria che è possibile fare le cose in maniera diversa. E' la base da cui cominciare a crescere".

Soundreef è una società internazionale, ma il progetto riguarda inizialmente solo l'Italia. "Il motivo è semplice: sul mercato della musica dal vivo il nostro Paese soffre una situazione particolarmente disastrata, sicuramente tra le più critiche d'Europa. Sulla scena internazionale esistono società di collecting con sistemi di rendicontazione più efficienti e veloci, mentre in Italia succede spesso che gli autori riscuotano le loro royalty dopo 18 o 24 mesi, e con una rendicontazione a dodici mesi: una situazione inaccettabile, e questa è la ragione per cui abbiamo scelto l'Italia come Paese pilota".

"In realtà la lentezza dei pagamenti non è l'unico problema", sostiene d'Atri. "Altrettanto gravi sono la lentezza nella diffusione delle informazioni e l'incapacità di distribuire il denaro incassato secondo criteri analitici di ripartizione. Perché alle band non arrivino i soldi che gli spetterebbero, in realtà, non ci è chiarissimo neanche a noi. Resta un mistero, un buco nero: difficile capire che giro faccia questo denaro e dove vada a finire. Certamente il borderò manuale, compilato a penna, dà molte meno garanzie di quello elettronico incorporato nel nostro sistema e in molti casi finisce per essere invalidato. Ma non può essere quello l'unico motivo. Abbiamo analizzato la situazione con decine di band di medio-alto livello che ogni anno fanno 30-40 date in giro per l'Italia, e i conti non tornano mai. Per questo il nostro servizio sfonda una porta aperta: chiunque suoni e abbia compilato un borderò SIAE ne riconosce la bontà. Non è nel nostro stile cercare di 'vendere' la nostra proposta agli artisti, sono loro a dover valutare cosa fare nel loro interesse. Così è successo con le prime trenta band: l'abbiamo illustrata e loro hanno aderito con entusiasmo".

Resta il fatto che Soundreef chiede una commissione più alta di quella applicata dalla SIAE..."Difficile dirlo, in realtà. Sulla carta è così, perché noi chiediamo il 32 per cento mentre la quota SIAE dovrebbe aggirarsi tra il 22 e il 24 per cento. Ma se non si è in grado di illustrare con chiarezza e immediatezza tutti i pasaggi e i movimenti di denaro dichiarare una commissione del 24 per cento non significa nulla. Detto questo, crediamo anche che garantire rendiconti puntuali dopo soli sette giorni e un pagamento delle royalty in un tempo massimo di 90 giorni rappresenti di per sé un valore aggiunto tale da giustificare una commissione più alta".

L'obbligo di lavorare solo con repertorio direttamente tutelato restringe la disponibilità del servizio agli artisti che dal vivo eseguono esclusivamente canzoni proprie. Un limite non da poco, considerando che l'Italia è diventato il Paese delle cover band... "Da qualche parte dovevamo cominciare e ci è sembrato doveroso pensare alla categoria più penalizzata, quella per cui è vitale riscuotere le sue spettanze più velocemente. Le implicazioni legali e commerciali sono complesse, ma siamo una società che guarda sempre al futuro e stiamo pensando a dare le risposte giuste anche alle altre domande che arrivano dal mercato; mentre lanciamo questo servizio i nostri programmatori e le persone che lavorano nel cuore dell'azienda stanno già lavorando allo sviluppo delle iniziative che renderemo disponibili tra sei mesi. La nostra pianificazione annuale prevede l'erogazione di numerosi altri servizi: stiamo pensando anche a chi dal vivo è solito eseguire brani altrui e agli autori che non tengono concerti, ma le nostre soluzioni le proporremo con i prossimi sviluppi della piattaforma. In futuro credo sarà inevitabile gestire soluzioni 'miste', riguardanti gruppi che sul palco interpretano tanto repertorio amministrato da noi che da altre società di collecting. Ma desideriamo procedere un passo alla volta, iniziando con le soluzioni più semplici: cominciamo a occuparci del bianco e del nero, prima di pensare alle diverse sfumature di grigio. Nel frattempo, chi si affida a Soundreef ha già modo di farsi tutelare tanto nel settore live che nell'ambito della musica registrata diffusa come sottofondo nei centri commerciali e negli ipermercati. Rispetto alle società degli autori tradizionali, siamo assenti solo sul fronte dei diritti radio e tv: il che vuol dire che per autori ed editori cominciamo a essere una alternativa credibile".