Stampa musicale, dopo 70 anni chiude 'Musica e Dischi'

Stampa musicale, dopo 70 anni chiude 'Musica e Dischi'

Dopo settant'anni e 783 numeri (737 in formato cartaceo, 46 in versione digitale) chiude la storica testata musicale italiana "Musica e Dischi", attiva dal 1945: ne dà notizia, nell'editoriale del numero di maggio 2014 appena pubblicato online, il direttore (e figlio del fondatore) Mario De Luigi, spiegando che a giugno cesserà, oltre a quella del mensile, anche la pubblicazione del sito di informazione quotidiana musicaedischi.it e del settimanale "MD online".

"Abbiamo, a malincuore, preso questa decisione non soltanto alla luce della crisi che in questi ultimi anni ha coinvolto l’intero nostro settore (e la nostra testata di riflesso), ma anche e soprattutto prendendo atto che i modelli con cui la discografia italiana si è sviluppata in passato non hanno oggi più senso", scrive De Luigi nel suo pezzo di commiato. "Scomparsa l’industria fonografica – sopravvivono tre majors, passate ormai alla gestione di servizi, e solo rari, coraggiosi casi di produttori indipendenti a rappresentare l’eccezione che conferma la regola – e scomparso il commercio del disco attraverso i punti vendita tradizionali, con la distribuzione fisica ormai affidata a poche catene e alla grande distribuzione, nonché con l’avvento dello streaming a sostituirsi alle vendite online dei prodotti, anche il ruolo della nostra testata non ha più senso. I nuovi modelli di produzione della musica hanno oggi nuovi attori, che possono fare a meno di un veicolo d’informazione specializzata perché ogni dato è già alla fonte disponibile in rete (almeno per chi lo sa individuare), e sempre attraverso la rete i nuovi modelli di fruizione consentono il passaggio diretto del prodotto dal musicista al consumatore, senza bisogno di servizi d’intermediazione: l’industria musicale – non più fonografica – si avvia a esplorare nuovi terreni, in particolare sul fronte del riconoscimento e dello sfruttamento dei diritti, dove spesso la diffusione di notizie mirate agli addetti ai lavori può costituire un ostacolo anzi che uno strumento di sviluppo; per questo preferiamo concludere qui la nostra avventura, senza eccessivi rimpianti e comunque soddisfatti del bilancio raggiunto in questi settant’anni".

Nell'articolo De Luigi ricorda il ruolo di organo "ufficioso" del settore svolto per tanti anni dalla sua rivista ("impossibile in Italia pensare a un ruolo 'ufficiale' "), attraverso la compilazione di annuari, banche dati e soprattutto classifiche di vendita ("attendibili e non viziate dal controllo delle majors") che M&D aveva iniziato a produrre nel 1959 su richiesta di Billboard. E chiude anticipando che l'avventura della testata "non è del tutto e definitivamente terminata", rinviando per i dettagli al prossimo, e ultimo, numero.

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